"Devo prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale?": furia Lotito dopo Lazio-Fiorentina

Il presidente biancoceleste si è sfogato in conferenza stampa dopo la sfida dell'Olimpico, in cui le scelte di Sozza e del Var hanno inciso
"Devo prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale?": furia Lotito dopo Lazio-Fiorentina© LAPRESSE

"Cosa devo fare, prendere una mitragliatrice e sparare a tutta la classe arbitrale?" - con queste dichiarazioni il presidente della Lazio, Lotito, ha infuocato il post partita dopo il pareggio contro la Fiorentina. I biancocelesti ancora una volta non hanno gradito la direzione di gara e in particolare il rigore non concesso da Sozza per una trattenuta di Pongracic su Gila, non ravvisata neanche dal Var. Decisione che ha fatto perdere la pazienza anche ai calciatori di casa, che a fine primo tempo hanno ribadito all'arbitro: "Ѐ una cosa imbarazzante, fermatevi ragazzi". La risposta del direttore di gara non si è fatta attendere: "Fermatevi voi, vediamo di non esagerare". Un momento molto teso in casa Lazio tra mercato e proteste, con il club che nelle scorse settimane ha pubblicato anche un video social con tutti gli errori contro la propria squadra e ha inviato anche una Pec ufficiale alla Lega Serie A.

Lotito, lo sfogo in conferenza stampa

Non le ha mandate certo a dire il presidente Claudio Lotito in conferenza stampa: "Io sono abituato a non pensare male ed essere collaborativo per risolvere i problemi. Noi non facciamo la corsa contro qualcuno e ricorderete che feci un comunicato stampa dove dissi che questo percorso di avvicendamento generazionale andava accompagnato. Nel momento in cui si verificano tutta una serie di episodi che non possono essere dettati solo dalla casualità ho deciso di mandare una lettera ufficiale. Non ci siamo lamentati, ma ho l'obbligo di salvaguardare la credibilità del sistema. Ho mandato una lettera alla Lega perché il mio referente è la Lega Calcio. Non ho ricevuto risposta, tra l'altro non ho fatto una lettera di lamentela ma posto un problema che riguarda tutte le società e sulla credibilità del sistema. Stabiliamo quelli che sono i criteri per il fuorigioco o per il fallo di mano, questo proprio per evitare interpretazioni. Questo è stato preso da parte di qualcuno come lamentela, io ho detto che la credibilità del sistema deve essere interesse collettivo.

In un campionato 8, 9 punti sono determinanti e hanno valenza di carattere economico, la Lazio è una società quotata in borsa e ho dovuto fare quella lettera anche per quei pochi azionisti oltre alla mia presenza straordinaria. Non ho ricevuto risposta, mi sembra di capire che ci siano già delle attenzioni. Si lamentano tutti, vogliamo parlare di un sistema credibile? Questo è interesse di tutti. Mi sembra che il Governo sul tema delle ammissioni ha scelto di togliere quell'argomento dalla Federazione. Viene abolita una norma, ma viene applicata per sei mesi. Diciamo che c'è un po' di confusione, vogliamo riportare serenità nel sistema. Se il sistema non è in grado di farlo, dovrà farlo qualche elemento esterno".

 

 

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"Andremo nelle sedi opportune"

Poi Lotito ha rincarato la dose: "Se sto facendo qualcosa per difendere i tifosi che si sentono mortificati da questi errori? Cosa pensa che stia facendo, che sto guardando le farfalle? Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale? Ricordo a tutti, uomo avvisato, mezzo salvato. Poi si andrà nelle sedi opportune. Forse non mi sono spiegato, prendete una laurea in giurisprudenza e poi studiate la strategia. Ho rappresentato che bisogna avere pazienza nel cambio generazionale degli arbitri. Nell'AIA ci sono delle fazioni con vari ricorsi, ho detto di trovare la soluzione per questi problemi, se non verranno risolti mi rivolgerò ad altre sedi. Io già so quello che devo fare, io non lavoro con la pancia ma con la testa. Per i tifosi garantisco una cosa, per il 9 gennaio per l'anniversario e per dimostrare quanto tengo alla Lazio farò una manifestazione a Parco dei Daini alla quale ho invitato tutte le istituzioni e una delegazione di tifosi. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria, quella matricola è costata lacrime e sangue ai tifosi e a tutti i presidenti, anche in minima parte al sottoscritto che si è caricato 550 milioni di debiti, mentre altre società hanno scelto la scorciatoia di ripartire da zero e non a caso siamo la prima squadra della Capitale certificata. Faremo una bella lapide a Parco dei Daini dove verrà scritto che il calcio a Roma è iniziato lì. Chiedete a Cataldi quanto è mortificante perdere punti per la questione arbitrale".

 

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"Cosa devo fare, prendere una mitragliatrice e sparare a tutta la classe arbitrale?" - con queste dichiarazioni il presidente della Lazio, Lotito, ha infuocato il post partita dopo il pareggio contro la Fiorentina. I biancocelesti ancora una volta non hanno gradito la direzione di gara e in particolare il rigore non concesso da Sozza per una trattenuta di Pongracic su Gila, non ravvisata neanche dal Var. Decisione che ha fatto perdere la pazienza anche ai calciatori di casa, che a fine primo tempo hanno ribadito all'arbitro: "Ѐ una cosa imbarazzante, fermatevi ragazzi". La risposta del direttore di gara non si è fatta attendere: "Fermatevi voi, vediamo di non esagerare". Un momento molto teso in casa Lazio tra mercato e proteste, con il club che nelle scorse settimane ha pubblicato anche un video social con tutti gli errori contro la propria squadra e ha inviato anche una Pec ufficiale alla Lega Serie A.

Lotito, lo sfogo in conferenza stampa

Non le ha mandate certo a dire il presidente Claudio Lotito in conferenza stampa: "Io sono abituato a non pensare male ed essere collaborativo per risolvere i problemi. Noi non facciamo la corsa contro qualcuno e ricorderete che feci un comunicato stampa dove dissi che questo percorso di avvicendamento generazionale andava accompagnato. Nel momento in cui si verificano tutta una serie di episodi che non possono essere dettati solo dalla casualità ho deciso di mandare una lettera ufficiale. Non ci siamo lamentati, ma ho l'obbligo di salvaguardare la credibilità del sistema. Ho mandato una lettera alla Lega perché il mio referente è la Lega Calcio. Non ho ricevuto risposta, tra l'altro non ho fatto una lettera di lamentela ma posto un problema che riguarda tutte le società e sulla credibilità del sistema. Stabiliamo quelli che sono i criteri per il fuorigioco o per il fallo di mano, questo proprio per evitare interpretazioni. Questo è stato preso da parte di qualcuno come lamentela, io ho detto che la credibilità del sistema deve essere interesse collettivo.

In un campionato 8, 9 punti sono determinanti e hanno valenza di carattere economico, la Lazio è una società quotata in borsa e ho dovuto fare quella lettera anche per quei pochi azionisti oltre alla mia presenza straordinaria. Non ho ricevuto risposta, mi sembra di capire che ci siano già delle attenzioni. Si lamentano tutti, vogliamo parlare di un sistema credibile? Questo è interesse di tutti. Mi sembra che il Governo sul tema delle ammissioni ha scelto di togliere quell'argomento dalla Federazione. Viene abolita una norma, ma viene applicata per sei mesi. Diciamo che c'è un po' di confusione, vogliamo riportare serenità nel sistema. Se il sistema non è in grado di farlo, dovrà farlo qualche elemento esterno".

 

 

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