© Claudio ZamagniPantaleo Corvino apre il mercato di gennaio con la consueta lucidità, mescolando realismo, esperienza e una visione che va oltre l’immediato. Il responsabile dell’area tecnica del Lecce fissa subito il perimetro entro cui si muoveranno i giallorossi, partendo da un assunto chiaro: la lotta salvezza, in Serie A, è ogni anno più dura e il contesto generale pesa quanto – se non più – delle singole scelte. "Si apre il mercato invernale, vogliamo dare delle linee guida. Il campionato di Serie A, per chi lotta per la salvezza, è sempre più complicato". Un’analisi che affonda le radici nei cambiamenti strutturali del calcio italiano, dove la sostenibilità resta una priorità sempre più difficile da difendere: "Rimanere un club sostenibile, cercando di patrimonializzare quanto più possibile, è sempre più complicato". Corvino allarga lo sguardo, ricordando come il mercato non sia mai una partita giocata da soli. "Quello che possiamo fare noi è importante, ma dobbiamo anche tenere conto di quello che possono fare gli altri. Tu puoi fare tanto, ma se gli altri possono fare tantissimo allora quello che fai tu può sembrare poco".
La parola chiave è “certezze”
Da qui la necessità di muoversi con equilibrio, tenendo insieme monte ingaggi, compravendite e identità tecnica. La parola chiave è “certezze”. "E' importante consolidare le certezze, per noi è già un impegno mantenere le certezze che abbiamo". A partire dalla difesa, che per numeri e rendimento rappresenta una base solida: "La nostra difesa per sei volte non ha subito gol, significa che è un reparto di livello per la lotta salvezza". Stesso discorso per il centrocampo, forte di tre profili di caratura internazionale: "A centrocampo abbiamo tre nazionali, Ramadani, Coulibaly e Berisha". Migliorare questi reparti, per Corvino, non è realistico: "Andare a migliorare questi due reparti è impossibile, in base al discorso che abbiamo fatto prima sulle certezze". Il Lecce, allora, sceglie la strada della continuità e della fiducia. "Le nostre scelte sono tutte delle scommesse, non può essere diversamente". Ma se bisogna scommettere, meglio farlo su chi è già dentro il progetto: "Se dobbiamo scommettere su altro preferiamo scommettere su chi abbiamo, perché conoscono già le dinamiche della squadra". Un concetto ribadito con forza: "Ci teniamo i nostri che conoscono i meccanismi dell'allenatore e dopo sei mesi di lavoro possono ancora andare a migliorare".
Il mercato in uscita
Infine, un passaggio sul mercato in uscita e su Tiago Gabriel, uno dei nomi caldi: "Richieste per il nostro difensore portoghese? Sì, più club si sono fatti avanti, italiani e stranieri. Nell'interesse nostro e del ragazzo abbiamo declinato offerte importantissime". Un segnale chiaro: il Lecce non svende e difende il proprio progetto, anche a gennaio. In attesa che il campo, come sempre, dia le sue risposte.
