© LaPresseCARNAGO - Bonaventura, dopo i fatti di Parigi il campionato torna con Juve-Milan.
«Quanto è accaduto è stato uno shock per tutti e il calcio può essere uno strumento per guardare avanti. Di fronte a certi fatti resta quasi un senso di impotenza e per superare momenti come questi bisogna soltanto restare uniti. Sentire a Bologna la Marsigliese è stato toccante: sarebbe bello che a Torino le squadre si mischiassero a inizio partita come accaduto in Inghilterra-Francia. Poi starà a noi offrire un grande spettacolo per scacciare tutte le paure e le preoccupazioni dopo questa settimana terribile».
Quella dello Stadium è una finale?
«Non è una sfida da dentro o fuori perché a fine campionato mancano ancora tante giornate ma il Milan certe partite non le può e non le deve sbagliare». Vista la classifica, firmerebbe per un pari? «Noi vogliamo vincere perché darebbe un segnale importante a tutto il campionato». [...]
Per vincere allo Stadium può bastare il Milan visto a Roma con la Lazio?
«Abbiamo bene in mente quanto fatto all’Olimpico e vogliamo ripeterlo. Però cambia pure l’avversario...».
Tra le grandi, il Milan è la squadra più italiana. Alla lunga può essere un vantaggio?
«Sì perché si è creata un’alchimia che può portarci lontano». [...]
Sarebbe bello rivedere San Siro pieno...
«Sarebbe fantastico: sta a noi riportare i tifosi allo stadio con prestazioni all’altezza che il palcoscenico impone».
Lo Stadium per la Juve è un fattore.
«Avere un impianto di proprietà aiuta perché responsabilizza chi ci gioca e porta risultati sportivi oltre che quelli economici. La Juve è una società che in questi anni ha lavorato benissimo sotto tutti gli aspetti come dimostrano i risultati che hanno raggiunto. Oggi anche al Milan si stanno facendo le cose alla grande e credo si possano raggiungere gli stessi risultati anche senza uno stadio di proprietà. Anche perché San Siro resta un impianto che non ha nulla da invidiare a nessun altro».
Cos’ha la Juve che manca a questo Milan? «Niente, visto che hanno meno punti di noi».
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