Miha ha fatto fin troppo

Volere di più da lui è come pretendere di avere la luna nel pozzo. Eppure ad Arcore storcono il naso e meditano un colpo di mano da realizzarsi entro l’estate
Miha ha fatto fin troppo© www.imagephotoagency.it

Il campionato del Milan è un calvario. La squadra infila qualche buona partita, poi, quando sembra uscita dalle secche, ci ricade, l’ottimismo scompare, sostituito dal più cupo pessimismo. Stavolta l’inciampo è avvenuto con il Sassuolo, che i media insistono nel definire «provinciale» ma, in realtà, è una corazzata la cui breve storia dimostra le grandi capacità dei giocatori, dell’allenatore Di Francesco e della dirigenza. Tanto è vero che gli emiliani hanno battuto avversarie titolate, insediandosi nei primi posti della classifica. Se hanno suonato anche la Juventus, sia pure nel suo momento peggiore, non deve stupire che abbiano messo sotto il Milan nel momento in cui i rossoneri sembravano rinati a nuova vita. Sta di fatto che l’ultima topica di Miha ha ridato fiato a coloro che invocano la sostituzione dell’allenatore. Insomma, siamo alle solite: non appena un’équipe fa un passo falso, c’è chi pensa di cambiare i glutei che siedono in panchina. Non si tiene conto che il rendimento di una squadra dipende da tanti fattori: dalla freschezza atletica dei calciatori, dalla loro qualità e disponibilità a soffrire in campo nonché dalla fluidità della manovra. Meriti e demeriti non sono mai di una persona sola. Riconosciamo che la Roma, allontanato Garcia e assunto Spalletti ha svoltato bruscamente, inanellando una serie impressionante di vittorie che l’hanno rilanciata. Lo stesso Allegri teme i giallorossi quali candidati alla conquista dello scudetto. Ma occorre ricordare, senza nulla togliere al tecnico di fresca nomina, che la società si è mossa con molta intelligenza sul mercato di gennaio e ha apparecchiato una formazione competitiva (sorvoliamo sulla vicenda Totti, probabilmente archiviata).

Il caso del Milan è assai diverso. Il gruppo veniva da un paio di tornei tribolati che hanno fatalmente rovinato i rapporti nello spogliatoio e ai vertici del club. La campagna acquisti è stata dispendiosa, ma non del tutto soddisfacente. Miha alla Sampdoria aveva ottenuto risultati strabilianti, però proiettato a Milano, in un contesto poco sereno, ha faticato a imporre le proprie regole. L’andamento altalenante dei milanisti ha creato nervosismo nella presidenza e dintorni, al punto che Silvio Berlusconi non ha dissimulato la propria amarezza, giungendo a dire apertamente che l’allenatore non è di suo pieno gradimento. Lavorando in questa situazione precaria, Miha ha fatto fin troppo. Volere di più da lui è come pretendere di avere la luna nel pozzo. Eppure ad Arcore storcono il naso e meditano un colpo di mano da realizzarsi entro l’estate. Il Milan ormai segue le orme di Zamparini (Palermo): se il tempo muta, deve sloggiare il tecnico. Qualora seguiti a piovere, l’unica soluzione non è adottare l’ombrello, bensì procedere a un avvicendamento sulla panca. Prendiamo, per concludere, Balotelli. Povero, non è più in grado neppure di assomigliare a un professionista della pelota. Quando scende sul terreno di gioco si smarrisce, gironzola qua e là, ignaro dei compiti che lo attendono. A tratti fa tenerezza, ma anche rabbia. Il pallone non lo vede mai e se gli capita tra i piedi se ne sbarazza schifato, senza curarsi di dove andrà a sbattere. Se consideriamo che egli percepisce uno stipendio pari a cento paghe di un tranviere siamo colti da disgusto. Mario (ex super) oggi non è una risorsa; è un debito. Il prossimo anno, se gli va di culo, sarà richiesto dall’Entella a parametro zero, forse meno.

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