Milan: tifosi? No, clienti. Il modello RedBird

Il progetto Cardinale: fidelizzare i 500 milioni di sostenitori rossoneri nel mondo con strategie mirate. L'obiettivo è allargare il brand del club sul mercato americano
Milan: tifosi? No, clienti. Il modello RedBird© AC Milan via Getty Images

Il processo di trasformazione del Milan da una semplice società di calcio a una media & entertainment company è in fase di sviluppo. Il lavoro svolto nei quattro anni precedenti da Elliott ha stabilizzato il club a livello finanziario, ma anche grazie al team di lavoro guidato da Ivan Gazidis e che verrà ereditato da Giorgio Furlani, si sono fatti i passi verso l’evoluzione del club, che sta guardando in maniera espansionistica a quei 500 milioni di simpatizzanti e tifosi che il Milan ha in giro per il mondo. L’obiettivo è molto chiaro: fidelizzare dei tifosi “anonimi” facendoli diventare dei “customer” veri e propri, con strategie mirate per ogni tipologia di tifoso. L’intrattenimento moderno è in costante evoluzione e il Milan non vuole di certo farsi trovare impreparato. L’avvento del know how di RedBird in materia di massimizzazione dei ricavi nell’ambito sportivo sarà un passaggio fondamentale, perché più il club incassa e più l’area sportiva avrà a disposizione risorse per prendere giocatori forti e trattenere con maggior facilità quelli che ha già in squadra, mantenendo così alto il livello di competitività del Milan in campo nazionale e internazionale. Che poi è la linfa per poter arrivare a nuovi guadagni. Un circolo naturale che Gerry Cardinale conosce bene ed è per questo motivo che tra gli States e Milano si lavorerà in costante simbiosi. Tante le operazioni già effettuate per allargare sul mercato americano il brand rossonero, basti pensare alla partnership con i New York Yankees che sono anche sottoscrittori dell’investimento-Milan, ma anche per consolidare il marchio in Medio Oriente, dove i rossoneri vantano una delle proprie fan base più ampie. E per farlo, il brand milanista dovrà creare tendenze che vadano ad intercettare i tifosi-clienti. Non a caso il Milan, negli ultimi anni, ha spinto molto sull’e-commerce per massimizzare le vendite del proprio merchandising.

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Emirates fino al 2027

Non c’è solo l’algoritmo legato ai database dei giocatori (che poi vengono scelti dall’area sportiva in totale autonomia), ma c’è anche un’analisi costante dei dati legati all’extra campo. Lo scopo, nemmeno tanto nascosto, è quello di far fare un ulteriore salto in avanti al Milan in tutti gli ambiti, migliorando strutture e infrastrutture già esistenti (il tema stadio è caldissimo nella mente di Cardinale), con un occhio di riguardo alle strategie digitali e, in questo senso, va letto la creazione degli “Studios” di Casa Milan, che hanno facilitato e non di poco la produzione di contenuti. Ovviamente non è tutto un fattore numerico e analitico, ci sono anche le capacità umane dei manager che lavorano per il Milan che stanno portando a tante nuove partnership commerciali, volte a migliorare l’attuale portafoglio sponsor. È assai probabile che nel corso della tournée a Dubai, il Milan annunci il rinnovo di contratto fino al 2027 con Emirates per la sponsorizzazione di maglia con l’importo che salirà a circa 30 milioni all’anno. In più si aspettano nuove e importanti partnership globali e locali, che aiuteranno il fatturato rossonero a crescere ancora.

Obiettivo 500 milioni

La costante crescita del club, che è tornato sui 300 milioni di ricavi come da ultimo bilancio, pone un obiettivo ambizioso per la proprietà e per chi lavora per il Milan. Arrivare ai 500 milioni di ricavi in un periodo di tempo non troppo lungo. Per farlo sarà necessario avere una squadra competitiva e costantemente in Champions League.

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