© www.imagephotoagency.itTrattative saltate, dissapori, un addio rumoroso. La breve esperienza da dirigente di Zvonimir Boban al Milan sono stati molti intensi e pieni di discussioni e incomprensioni. A rivelare importanti retroscena è stato lo stesso ex calciatore ai microfoni di "Milan Hello", dove ha raccontato di alcune operazioni di mercato, come quelle di Dani Olmo e Szoboszlai, sorpendentemente saltate e come sia stata una "vergogna" la cacciata di Paolo Maldini. E su Sandro Tonali...
Boban sulle trattative per Olmo e Szoboszlai: le parole
Una delle rivelazioni più clamorose è quella legata alle trattative tra il Milan, Dani Olmo prima e Szoboszlai dopo. Boban spiega come le operazioni fossero praticamente chiuse, ma...: "Personalmente sono andato a chiudere Dani Olmo. Non hanno voluto farlo, era gennaio 2020. Era tutto accordato, si doveva solo alzare qualcosa, ma era un affare da 18 milioni più 2. Il ragazzo non chiedeva nemmeno troppo. Poi si doveva pagare qualcosa in più e alla fine non ho avuto alcuna risposta, quindi era chiaro che fosse un no... Poi avevamo preso anche Szoboszlai, era tutto accordato: 20 milioni della clausola al Salisburgo. Anche lì mi è stato negato e mi sono detto: 'Ma che roba è?' Poi ho cercato di vederli ma non hanno voluto per due mesi, così ho dovuto fare quello che ho fatto. A qualcuno è sembrata improvvisa come cosa, ma non lo è stata. Io non è che potessi ogni giorno dire cose pubblicamente o spingere per vederci per un chiarimento che poi non è mai arrivato".
E aggiunge: "Eravamo d'accordo che tutto quel che vendevamo sarebbe stato reinvestito, quindi c'erano quasi 50 milioni da Suso e Piatek. Questi due (Olmo e Szoboszlai) sarebbero arrivati da quei due. Su Olmo non ero certo all'inizio, perché in campo aveva una posizione abbastanza strana: il suo ruolo ideale era dietro la punta ma la nostra idea di gioco era il 4-3-3 o il 4-2-3-1 che poi abbiamo visto. In quel caso sarebbe stato ideale farlo giocare esterno perché Calhanoglu non poteva farlo. Lui è un playmaker e un 8, ma non un 10, perché non fa l'uno contro uno e non ha velocità. Infatti alla fine con Brahim Diaz in quella posizione si è fatto di più. Szoboszlai lo chiudemmo a Innsbruck, Paolo non era venuto perché aveva paura che lo riconoscessero. È un'icona, dove vai vai lo riconoscono. Quindi Ricky e io siamo andati col papà di Szoboszlai. Avevamo chiuso l'affare, il ragazzo voleva venire subito: negato. Ho dovuto dirgli: 'Guarda, vediamo per l'estate'. Lui delusissimo, voleva venire subito al Milan. Lui non è un grandissimo giocatore, ma un ottimo giocatore. Olmo potenzialmente lo era. Szoboszlai nella mia testa era un 8 e alla lunga poteva diventare un grandissimo play".