MILANO - Rabiot-Rowe, secondo round: vai col gong. Perché la prima di Adrien Rabiot a San Siro, al ritorno dagli impegni con la nazionale, lo metterà di fronte a colui che ha causato l'addio al Marsiglia. Dove il centrocampista sembrava trovarsi bene, fino a quando non è arrivato allo scontro fisico con l’inglese. Da lì, si è rotto tutto. Il Milan ne ha approfittato: è intervenuto al momento giusto, ha convinto il giocatore, Madame Veronique e, ça va sans dire, anche l’Olympique. In questo modo, ha riportato il talento francese in Italia, sotto la guida del suo più grande estimatore: Massimiliano Allegri.Il tecnico ha sempre saputo tirar fuori il meglio dal centrocampista transalpino. Non ci sono dubbi che sarà proprio lui a dirgli di mantenere la calma qualora, al pronti via, dovesse incrociare di nuovo la sua nemesi sul prato di San Siro, il 14 settembre, in occasione di Milan-Bologna. Jonathan Rowe, infatti, è diventato un giocatore rossoblù appena dieci giorni fa. Preso per colmare il vuoto lasciato da Ndoye, è arrivato dal Marsiglia, dove era stato coinvolto – proprio insieme al neo milanista – in quella che Roberto De Zerbi ha definito “una rissa da pub”. La lite è scoppiata dopo la sconfitta contro il Rennes, alla prima giornata di campionato. Da lì, la sospensione per entrambi e la decisione del club di metterli sul mercato.
Le scuse mai arrivate di Rabiot
Con l’uscita di Rowe in direzione Emilia, la situazione Rabiot avrebbe anche potuto rientrare. Ma è intervenuta Veronique Rabiot, la madre-agente, con parole al vetriolo. In pubblico ha attaccato tutti: ha definito De Zerbi un tecnico che “urla e abbaia nello spogliatoio”, il ds Medhi Benatia un dirigente “non all’altezza”, e il presidente dell’OM, Pablo Longoria, un uomo che “si comporta come un agente” – anche lui “non all’altezza”. Apriti cielo. Da quel momento la situazione è diventata insanabile. O quantomeno, De Zerbi ha provato a ricucire lo strappo tendendo una mano, ma la dirigenza ha posto una condizione: Rabiot sarebbe stato reintegrato solo dopo scuse ufficiali e una presa di distanza scritta dalle parole della madre. Quelle scuse non sono mai arrivate. Il nuovo contratto con il Milan sì. Ma il karma è spietato, e a volte le facce che non vuoi più vedere tornano prima del previsto. Rowe, finora, ha collezionato solo una convocazione e una panchina con il Bologna. Ma tra due settimane, chissà che non sia pronto a esordire in Serie A. Proprio sotto il naso di Rabiot.

