Milan, ricordi Mister Li? Ancora una volta in bancarotta: maxi debito per una cifra mostruosa 

A Hong Kong rilevò da Berlusconi il club rossonero, passato a Elliott per insolvenza

MILANO. Ve lo ricordate Yonghong Li, l’imprenditore cinese che rilevò il Milan da Fininvest nell’aprile 2017 per poi perderlo nel luglio 2018 per non aver pagato i prestiti con Elliott? Ecco, è tornato alla ribalta poiché è ancora inseguito dai creditori. Lo scorso luglio, il tribunale di Hong Kong ha dichiarato la sua bancarotta per un debito non pagato da 280 milioni di dollari, con l’udienza per la procedura di liquidazione fissata il prossimo gennaio. Una sorta di déjà-vu, che riporta la mente ai tristi giorni di cronaca tra giugno e luglio 2018, quando solo grazie all’ennesimo prestito di Elliott, il Milan poté iscriversi al campionato di Serie A vista la pessima gestione finanziaria del club (che costò anche i procedimenti davanti all’Uefa, al rigetto del Voluntary Agreement e successivamente all’esclusione per un anno dalle coppe) salvo poi non rispettare i covenant con Elliott che il 9 luglio 2018 avviò le procedure di escussione del pegno in Lussemburgo, divenuto operativo il giorno dopo. Yonghong Li, che era letteralmente sparito dalle cronache (tranne qualche avvisamento in Svizzera negli anni addietro) e che era apparso soltanto in qualche foto sui social della figlia, è stato condannato al termine di un procedimento promosso da cinque fondi d’investimento con sede alle Isole Cayman, controllati indirettamente da China Citic Financial Amc International Holding Limited, gruppo statale cinese quotato alla Borsa di Hong Kong e che lo stesso Mr. Li aveva cercato di coinvolgere nella sua cordata (Sino-Europe Sports) per l’acquisto del Milan.

Li: a quando la sentenza di liquidazione

Li, secondo i documenti consultati da Calcio e Finanza, aveva cercato di opporsi alle istanze di fallimento, ma la corte presieduta dalla giudice Linda Chan le ha respinte definendole "prive di fondamento", aggiungendo che la garanzia firmata da Li prevedeva una responsabilità "come debitore principale", dunque non subordinata ad alcuna richiesta scritta. Per questo è stata predisposta la richiesta di liquidazione per la Rossoneri Advance Co. Limited, una delle holding con sede nelle Isole Vergini Britanniche attraverso cui Li controllava il Milan. La holding in particolare è stata posta in liquidazione nei giorni scorsi su istanza del creditore General Fantasy Limited. La sentenza di liquidazione è prevista per il prossimo gennaio ma a distanza di sette anni, sembra che il tempo non sia mai passato con Yonghong Li, inseguito dai creditori e condannato al risarcimento.  

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