Per la prima gara ufficiale da titolare in rossonero, 98 giorni dopo la frattura al perone destro, Massimiliano Allegri gli consegnerà la bacchetta da direttore d’orchestra che normalmente sta nelle sapienti mani di Luka Modric. Stasera all’Olimpico contro la Lazio il mondo Milan scoprirà Ardon Jashari, l’uomo pagato 37 milioni - bonus inclusi - dopo un’estenuante trattativa con il Bruges. Che promettesse bene, Max l’aveva già capito in un’amichevole a Dublino contro il Leeds (9 agosto) in cui Jashari fu dominante in mezzo al campo. Poi, è storia, la maldestra entrata di Gimenez in allenamento (era il 28 agosto, vigilia di Lecce-Milan), ha costretto lo svizzero ai box. Ora la rincorsa è finalmente finita e il fatto che Allegri abbia deciso di lanciarlo dal 1’ in una gara tanto delicata è prova di come l’allenatore sia convinto di maneggiare un grande talento («Più che per vedere le sue qualità, la partita con la Lazio sarà importante per vedere la sua condizione fisica», ha infatti certificato Allegri). Siccome a Milanello quest’anno non si riesce proprio a vivere tranquilli, ieri ha alzato bandiera bianca Youssouf Fofana: il problema muscolare accusato con la Lazio in campionato farà saltare al francese pure la trasferta di lunedì in casa Toro e l’obiettivo - come rivelato da Allegri - sarà recuperarlo per la sfida al Meazza con il Sassuolo (14 dicembre, vigilia della partenza per la Supercoppa).
Recuperato Pulisic
Recuperato invece alla causa Pulisic che ripartirà dalla panchina dove troverà posto pure Gabbia, il che è una notizia considerato che il difensore centrale (che diventerà papà di una bambina, come annunciato dalla moglie Federica) in campionato ha sempre giocato senza mai essere sostituito. A rendere tutto più piccante il fatto che Allegri ritroverà Sarri dopo il velenosissimo finale che sabato ha segnato la gara di campionato con la Lazio in cui sono stati espulsi sia l’allenatore del Milan sia Marco Ianni, il braccio destro di Sarri. Max ieri ha sposato la proposta del collega di piazzare il Var dalla parte opposta rispetto alle panchine («Può essere una buona soluzione ma non dobbiamo deciderlo noi, ci sono organi competenti») ma nella sua testa quanto accaduto a San Siro - peraltro il designatore Rocchi, al netto dei pasticci combinati da chi era a Lissone, ha confermato come non ci fosse assolutamente rigore per la Lazio - è ormai stra-archiviato.
Le parole di Allegri
Allegri, che è l’allenatore che ha vinto più Coppe Italia di tutti (cinque) sa benissimo quanto sarà delicato l’appuntamento per il suo Milan: «Troveremo un bell’ambiente come sempre a Roma - ha sottolineato nelle interviste date a SportMediaset e a Milan Tv - e sappiamo che per le due squadre, non giocando in Europa, la Coppa è un obiettivo importante. La situazione è un po’ strana, perché comunque pensi di aver preparato la partita come quella precedente, ma invece sarà una partita diversa e soprattutto perché è come se fosse una finale essendo in gara secca. L’importante sarà giocare con lucidità e grande tecnica, sapendo che ci sarà grande pressione giocando noi fuori casa. Non ci saranno neanche i supplementari e quindi dovremo essere bravi a sfruttare i novanta minuti a nostra disposizione ma c’è la possibilità dei rigori e quindi bisogna essere pronti a tutto». Non a caso, in porta andrà lo specialista Maignan.
