CARNAGO - Strahinja ci mostra le foto del piccolo Tadija, con quei piedoni ereditati da papà, che porta il 47. Per festeggiare la sua nascita domenica sera ha portato a cena amici e compagni di squadra in un locale di via Varesina, ingaggiando pure un cantante serbo. Dalla profonda tradizione balcanica arriva pure il suo nome. Significa infatti “senza paura” e in epoca medievale veniva dato ai bambini per allontanare gli spiriti maligni. Nome alquanto azzeccato, visto lo spirito gladiatorio che Pavlovic mostra quando gioca: «In effetti sì, mi piace fare tutto con grande passione: in campo ma pure nella vita privata».
Pavlovic e il problema cardiaco: il momento difficile alla Lazio
Restando in tema: quando a 18 anni non superò le visite mediche alla Lazio per un problema cardiaco, ha avuto paura di smettere? «Un po’ sì: quello è stato un momento difficile per me, ma se ora sono qui vuole dire che tutto si è poi sistemato».
Il suo modello? «Nemanja Vidic».
E l’attaccante che più le ha dato fastidio? «In questo campionato direi Lautaro e Thuram, ma ricordo ancora quanto è stato difficile marcare Giroud quando ho giocato contro il Milan in Champions».
Il rapporto con Vlahovic
Milan-Juve è anche un derby tra lei e Vlahovic: l’ha sentito? «Sì, si, noi due ci sentiamo sempre... Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, sa qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto».
Il suo amico Dusan è in scadenza di contratto: uno come lui farebbe comodo al Milan? «Questa non è una domanda per me... Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo».
Com’è marcarlo in allenamento? «Non è facile... Contro di lui ho giocato pure all’andata contro la Juve quando è entrato negli ultimi venti minuti».
