In attesa che il leone (Ibrahimovic) ruggisca, la pantera rompe il silenzio e non lo fa in maniera banale. Rafael Leao, due sere fa a margine di un evento promozionale in Portogallo, ha sganciato letteralmente la bomba sul suo futuro, aprendo in maniera chiara al suo addio al Milan: «Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. È stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. E sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club – ha detto a SportTv -. Tutti hanno i loro sogni, le loro sfide, le cose che desiderano, gli obiettivi che vogliono raggiungere. E anch'io desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. Se questo accadrà, sarò molto felice e soddisfatto perché ho fatto il mio dovere al Milan». Parole inequivocabili, che aprono in via definitiva ad un’uscita di Leao dal Milan dopo che settimana scorsa sono trapelati i pensieri di Gerry Cardinale su di lui, ovvero che lo avrebbe venduto per 100 milioni un anno fa e che è un giocatore senza carattere.
Leao, idee chiarissime
Tradotto: è sul mercato. Come vi avevamo raccontato la scorsa settimana, Leao non ha gradito per niente il pensiero di Cardinale (ci mancherebbe altro) e adesso ha dettato la via, ma lo farà alle sue condizioni. Già, perché Rafa non solo vuole fare un grande mondiale, ma non si accontenterà di campionati secondari come quello turco e quello arabo. Se lascerà il Milan, lo vorrà fare per andare a giocare in Liga o in Premier League. Le idee sono chiarissime e il fatto che la Turchia non sia mai stata una sua destinazione primaria lo si capisce anche dalle parole di Hakan Safi, candidato alla presidenza del Fenerbahçe e grande amico di Paolo Maldini (che vorrebbe coinvolgere in caso di elezione). Il dirigente turco ha parlato così di Leao: «Sto pianificando di portare in squadra due stelle mondiali. Ho incontrato Leao nei giorni scorsi - ha svelato Hakan Safi - ma dopo 10 minuti di chiacchierata ho capito che non sarà il nostro nuovo bomber. Come l'ho capito? Abbiamo chiesto, abbiamo indagato».
L'altro scenario
E poi c’è anche un altro scenario che non va mai escluso. E se il nuovo allenatore dovesse chiedere la permanenza di Leao, che si fa? In assenza di offerte che soddisfino sia il giocatore sia il club (elemento fondamentale da tenere sempre a mente), Rafa rimane al Milan con il quale ha ancora due anni di contratto a 5.5 milioni netti a stagione. Leao non farà sconti sulla sua volontà, anche per rimarcare quello che è stato il suo status nel corso dell’ultima stagione, dove è stato capocannoniere del Milan in campionato con 9 gol, ha giocato in condizioni fisiche non eccelse ed è quello che ha patito maggiormente le scelte di Massimiliano Allegri dal punto di vista tattico, passando da fare l’esterno ad essere il centravanti. Di sicuro lui non si è aiutato, ma il prossimo allenatore del Napoli ci ha messo del suo nel demineralizzare il gioco del suo ex numero 10. E oltre a Leao ci sono diversi giocatori scontenti della situazione, tra cui Maignan e Rabiot. Alla prossima intervista.
Il caso Pulisic: l’uomo di Gerry che non rinnova mai
Se Rafael Leao è stato sostanzialmente messo alla porta da Gerry Cardinale, il patron rossonero – nel suo vertice di settimana scorsa – ha fatto capire chiaramente quanto Christian Pulisic sia importante per il nuovo corso milanista. Nella visione del patron rossonero, il suo connazionale dovrà essere il giocatore dal quale si dovrà ripartire, nonostante lo stesso Pulisic, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, abbia rimandato più volte l’appuntamento per il rinnovo di contratto. La prima volta è accaduta a fine 2024, quando sembrava tutto fatto ma le indiscrezioni emerse lo infastidirono a tal punto da rimandare la firma. Un rinvio che poi non si è mai concretizzato con un nuovo appuntamento decisivo, vedremo che l’investitura di Cardinale gli avrà fatto cambiare idea. Intanto Pulisic è già da giorni negli Stati Uniti dove sta preparando la Coppa del Mondo che prenderà il via tra dieci giorni.
Le parole di Pulisic
Ed è proprio da oltreoceano che l’attaccante ha parlato prima della gara amichevole con il Senegal e ha analizzato così il finale di stagione del Milan: «Non cerco di dare colpe o di capire quali siano stati i problemi. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto fare molto meglio ed è stato un periodo difficile per la nostra squadra. È stato un periodo difficile per me, ed è a questo che si riduce tutto. Non ho cambiato il mio modo di allenarmi, il mio modo di prepararmi, né il modo in cui continuo ad andare avanti e a cercare di migliorare ogni giorno. Lo faccio ancora ogni giorno ed è per questo che posso tenere la testa alta. Ovviamente sono dispiaciuto, ma ora devo guardare avanti, a ciò che ho di fronte». L’americano ha poi guardato al fatto che sia a secco di gol dal 28 dicembre 2025, quando segnò contro il Verona: «Mi è già successo in passato nella mia carriera. Ci sono momenti difficili e poi, a volte, un pallone ti rimbalza sul ginocchio ed entra, e da quel momento in poi sembra che entri qualsiasi cosa».
Blackout nel 2026
Il fatto è che il Milan, che lui stesso aveva trascinato nella prima parte di stagione, ha pagato a carissimo prezzo il suo digiuno e, in generale, il suo calo di rendimento visto che l’ultimo highlight degno di nota è l’assist ad Athekame per il gol del momentaneo 0-2 contro il Genoa. Un flash isolato in un 2026 da dimenticare per lui. E pensare che all’inizio della scorsa stagione, quando Allegri decise di virare forte sul 3-5-2, proprio lui fu uno dei giocatori che ne trasse i maggiori giovamenti. Il lavoro sporco di Santiago Gimenez (anche lui a secco in campionato da più di un anno ormai), gli apriva spazi tali che gli consentivano di poter essere determinante sottoporta. Poi, con il nuovo anno, il blackout tecnico lo ha colpito fino al digiuno da gol. Adesso i pensieri di Cardinale lo responsabilizzano per il nuovo corso milanista. in attesa di capire chi sarà il suo prossimo allenatore, Pulisic pensa alla nazionale e poi vedrà con chi dovrà lavorare. E chissà che in qualche occasione non potrà incrociare Ibrahimovic, che a breve partierà per gli States per seguire il mondiale come talent di Fox Sports.
