Allegri “si sentiva lasciato solo dalla società”: il retroscena sull'addio al Milan

L'ex patron del Cagliari è intervenuto a Radio Crc, parlando dell'ultima esperienza del tecnico livornese e della nuova avventura che lo attende

Durante la trasmissione "A pranzo con Chiarello" su Crc - radio partner del Napoli -, l'ex patron di Cagliari, Leeds e Brescia Massimo Cellino ha parlato di Massimiliano Allegri, tecnico che ha esordito in Serie A proprio alla guida della formazione sarda, la prima ad essere posseduta dall'imprenditore cagliaritano. Cellino ha parlato dell'ultima - deludente - esperienza in panchina di Allegri: conclusasi con il quinto posto che ha estromesso il Milan dalla qualificazione alla prossima Champions League, per via - guarda caso - di una sconfitta proprio contro il "suo" Cagliari.

L'imprenditore ha poi ovviamente continuato parlando della prossima avventura che attende il tecnico livornese sulla panchina degli azzurri, su cui non si è ancora seduto ufficialmente perché in attesa di concludere il suo contratto ancora in essere con i rossoneri.

"A Milano si è sentito solo"

Cellino ha rivelato di avere contattato l'allora allenatore del Milan prima della sfida cruciale contro i sardi valevole per la qualificazione in Champions League, rivelando che Allegri - probabilmente - aveva già capito che il suo ciclo a Milano era concluso. "Ho sentito Allegri prima di Milan-Cagliari e gli ho detto che non poteva lasciare i rossoneri fuori dalla Champions League, perché avrebbe fatto una brutta figura. Lui mi ha dato ragione dicendomi però che si sentiva lasciato solo dalla società. Probabilmente aveva già la testa lontano da Milano", ha detto Cellino. Alla fine sappiamo tutti come è andata: con il Milan immediatamente in vantaggio con Saelemaekers dopo appena due minuti, ma che poi è stato rimontato dai gol di Borrelli e Rodriguez.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Milan

L'addio al Milan

Dopo la sconfitta contro il Cagliari, Allegri viene esonerato il giorno seguente. Il nome del tecnico ex Juve è stato solo il primo della lista di "epurati" da parte di Gerry Cardinale, che ha fatto partire una rivoluzione ancora in corso. Insieme ad Allegri, sono stati mandati via anche il ds Igli Tare, il dt Geoffrey Moncada e il criticatissimo ad Giorgio Furlani, a cui la Curva Sud ha riservato anche una coreografia tutt'altro che di supporto. Il Milan congedò così - attraverso un comunicato - i quattro: "È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del Club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada. A ciascuno di loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata durante la permanenza nel Club".

Il Milan nel caos

Da quell'infausto finale di stagione, il Milan si è trovato all'interno di un clima surreale: con una società da rifondare in toto, i tifosi rossoneri hanno vissuto - e vivono tutt'ora - un silenzio assordante. L'unico tassello ad essere stato messo nell'incompleta scacchiera milanista è l'allenatore: Ruben Amorim, arrivato dopo il rifiuto di Iraola e le perplessità di Glasner. Lato societario, Massimo Calvelli ha scalato le gerarchie trovandosi oggi come il raccordo tra RedBird e il Milan, ma mancano ancora figure chiave come quella del ds. Negli ultimi giorni aveva preso piede la pista tedesca, con il nome di Krosche - che a Milano avrebbe portato anche Hardung - indicato come il preferito, peccato che l'Eintracht Francoforte ha fatto sapere che il suo tesserato non lascerà la Germania. Sale quindi ora il nome di Özek: artefice della ricostruzione del Bayer Leverkusen. Sullo sfondo rimane Planes, oltre all'ipotesi della promozione di Kirovski, molto legato a Ibrahimovic.

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" A Napoli farà sicuramente bene"

Cellino ha poi incensato Allegri: "Max fa gli interessi della società: gli dai dei giocatori, non si lamenta, li allena e cerca di tirare fuori il massimo da loro - ha aggiunto -. Ci sono pochi allenatori in circolazione che vedono il calcio come lo vede lui. Deve essere concentrato e la società gli deve stare vicino. L'occhio per il calcio e la professionalità di Allegri l'ho riscontrata in pochissimi allenatori". Poi ha aggiunto: "Gli scudetti del Napoli sono di una ricchezza più grande di quelli vinti da Juventus, Milan e Inter. Per i napoletani, il Napoli non è una squadra, è tutto. Allegri sa che tipo di responsabilità abbia a Napoli e che passione ci mettono i napoletani. Non credo sia andato là per guadagnare 100 mila euro in più. Allegri è andato là per affrontare una sfida e sicuramente farà bene", ha concluso Cellino.

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Durante la trasmissione "A pranzo con Chiarello" su Crc - radio partner del Napoli -, l'ex patron di Cagliari, Leeds e Brescia Massimo Cellino ha parlato di Massimiliano Allegri, tecnico che ha esordito in Serie A proprio alla guida della formazione sarda, la prima ad essere posseduta dall'imprenditore cagliaritano. Cellino ha parlato dell'ultima - deludente - esperienza in panchina di Allegri: conclusasi con il quinto posto che ha estromesso il Milan dalla qualificazione alla prossima Champions League, per via - guarda caso - di una sconfitta proprio contro il "suo" Cagliari.

L'imprenditore ha poi ovviamente continuato parlando della prossima avventura che attende il tecnico livornese sulla panchina degli azzurri, su cui non si è ancora seduto ufficialmente perché in attesa di concludere il suo contratto ancora in essere con i rossoneri.

"A Milano si è sentito solo"

Cellino ha rivelato di avere contattato l'allora allenatore del Milan prima della sfida cruciale contro i sardi valevole per la qualificazione in Champions League, rivelando che Allegri - probabilmente - aveva già capito che il suo ciclo a Milano era concluso. "Ho sentito Allegri prima di Milan-Cagliari e gli ho detto che non poteva lasciare i rossoneri fuori dalla Champions League, perché avrebbe fatto una brutta figura. Lui mi ha dato ragione dicendomi però che si sentiva lasciato solo dalla società. Probabilmente aveva già la testa lontano da Milano", ha detto Cellino. Alla fine sappiamo tutti come è andata: con il Milan immediatamente in vantaggio con Saelemaekers dopo appena due minuti, ma che poi è stato rimontato dai gol di Borrelli e Rodriguez.

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