Amore per il Milan e voglia di fare bene in una nuova e suggestiva avventura: Ruben Amorim è pronto per l'Italia. Già ufficiale da giorni, il portoghese si è presentato in conferenza stampa. Al suo fianco, anche il presidente Gerry Cardinale, che ha indicato il nuovo corso rossonero che parte ufficialmente dopo la disfatta della scorsa stagione. L'ex allenatore del Manchester United ha parlato di mercato, delle conferme e dei possibili addii, e poi ha fatto un paragone con gli allenatori del passato, tra cui Massimiliano Allegri.
Onore e ambizione
"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano. È una questione di rispetto verso la vostra cultura e lo imparerò il prima possibile", così ha esordito Ruben Amorim, parlando in inglese. Nelle intenzioni del portoghese, c'è la volontà e voglia di poter parlare presto in italiano.
L'ex Manchester United si è mostrato estremamente entusiasta della scelta fatta e arrivare al Milan: "Per me è un onore essere qui. Amo Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".
Progetto e passione rossonera
Amorim non ha nascosto di essere un tifoso il Milan e ammette che sarà una sfida importante e significativa per lui: "Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh... Giocare un bel calcio è importante. Ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Quando ci si riferisce al Milan sono anche le persone che l'hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande tifoso anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato in cui è difficile vincere, ma noi siamo qui per farlo. Sarà una bella sfida".
Il portoghese ha parlato anche del suo progetto: "So che può essere dura dal lato tifoso in questo momento. Ora devo convincere i tifosi. Chiedo tempo di lavorare, ma non sistemeremo tutto in pochi giorni. Posso promettere che darò il meglio di me per il Milan. Inizieremo piano piano, lentamente. So di aver fatto errori nella mia carriera, ma tutti ne facciamo. L'idea di un percorso c'è, su come vogliamo giocare e che giocatori vogliamo avere". E su quando vedere il 'suo Milan' ha aggiunto: "Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita vogliamo fare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto e subito, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".
Nuova sfida e obiettivi
Il Milan rappresenta una nuova sfida per Ruben Amorim. "È sicuramente la sfida che cercavo. Posso dire di essere felice di stare qui. Sono felice quando provo a fare qualcosa. Ho fame di successo e di vittorie". Il portoghese ha parlato degli obiettivi, indicando la seconda stella come un sogno: "Bisogna vincere più partite possibili. Certo che vogliamo vincere la seconda stella, anche se sappiamo che sarà molto dura. La sfida più grande? È difficile dirlo ora. Ma l'obiettivo numero uno è dominare, essere una squadra che domina il gioco".
L'ex Manchester United ha anche parlato delle prime impressioni: "La prima cosa che ho pensato non è stata 'perché è il Milan', ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Modulo? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".
Il confronto con gli allenatori portoghesi e Allegri
Negli ultimi anni, il Milan si è spesso affidato ad allenatori portoghesi, da Paulo Fonseca a Sergio Conceiçao, padre di Chico. L'ex Sporting ha ammesso di aver parlato con loro per avere un'idea più chiara sulla società rossonera: "Ho scambiato idee con loro. Li conosco bene. Anni fa eravamo rivali, un rapporto con loro c'era. Voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo. A livello ambientale, mi sento molto a mio agio".
Rubem Amorim, però, non si rivede in José Mourinho. Nonostante la stima per il nuovo allenatore del Real Madrid, il portoghese pensa di esprimere un calcio diverso dallo Special One: "Io e Mourinho siamo completamente diversi. È chiaro che da lui abbia imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mourinho. Penso di poter essere considerato suo amico, ma non aspettatevi che sia come lui". Infine, ha anche risposto anche a una domanda su Massimiliano Allegri: "Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Voglio giocare con la palla, recuperarla velocemente, dominare l'avversario, intrattenere i tifosi: un calcio bello da guadare e vivere. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee".
Leao, Pulisic e Modric fondamentale
Il nuovo allenatore rossonero vuole che Luka Modric resti in rossonero e non lo nasconde. Amorim ha anche ammesso di aver parlato col croato per spingerlo a rimanere un'altra stagione. "Modric è un calciatore che vogliamo assolutamente tenere. Ci ho parlato due volte. Se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato: spero di averlo, anche a breve…".
Oltre al croato, Amorim ha anche risposto a domande su due rossoneri in partenza, Christian Pulisic e Rafael Leao (che ha detto sì al Tottenham di Roberto De Zerbi): "Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale e lo valuteremo. Per il calcio italiano è perfetto e può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo. Piede destro sul lato sinistro è l'ideale, o anche dall'altra parte. Rafael Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutta la squadra. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".
Il nuovo allenatore rossonero ha fatto anche una panoramica degli altri calciatori in rosa: "Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che sappiano fare l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in preseason. Poco importa da dove arrivano, prima di guardare fuori dal Milan, guardiamo a chi c'è già",
Mercato e nuovi arrivi
L'ex Manchester United ha anche parlato del mercato: "Bisogna adeguarsi al mercato. Ognuno deve fare il proprio lavoro: il mio è valutare la squadra. Poi tutti noi ne parliamo per definire la squadra migliore. Lo ribadisco... Sono contento della squadra che ho a disposizione. Voglio vedere tutta la squadra, come gioca, come reagisce, se adora il calcio o meno".
In entrata, i rossoneri hanno accolto Gonçalo Ramos e presto anche Mario Gila. "Non voglio parlare di singoli. Sono giocatori forti. Voglio guardare alla squadra. Scegliamo un profilo, facciamo scouting, e chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stata una trattativa lampo, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza". E poi sul timing per avere nuovi calciatori ha aggiunto: "Vorrei averli il prima possibile, ma non si può fare tutto in preseason. Alcuni sono ancora al Mondiale, altri l'hanno appena finito e hanno bisogno di tempo per riposare".
Le parole di Gerry Cardinale
Prima delle parole del nuovo allenatore Ruben Amorim, ha preso la parola anche Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan ha fatto il punto dopo la rivoluzione estiva che ha portato un rinnovamento importante: "Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie".
Cardinale, infine, ha anche indicato obiettivi e mentalità del 'nuovo' Milan: "Vogliamo ricostruire. Rivedere rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo che il Milan ritorni al suo glorioso passato. Noi giochiamo per vincere e questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto una squadra che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità. È questa la parola giusta".
Amore per il Milan e voglia di fare bene in una nuova e suggestiva avventura: Ruben Amorim è pronto per l'Italia. Già ufficiale da giorni, il portoghese si è presentato in conferenza stampa. Al suo fianco, anche il presidente Gerry Cardinale, che ha indicato il nuovo corso rossonero che parte ufficialmente dopo la disfatta della scorsa stagione. L'ex allenatore del Manchester United ha parlato di mercato, delle conferme e dei possibili addii, e poi ha fatto un paragone con gli allenatori del passato, tra cui Massimiliano Allegri.
Onore e ambizione
"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano. È una questione di rispetto verso la vostra cultura e lo imparerò il prima possibile", così ha esordito Ruben Amorim, parlando in inglese. Nelle intenzioni del portoghese, c'è la volontà e voglia di poter parlare presto in italiano.
L'ex Manchester United si è mostrato estremamente entusiasta della scelta fatta e arrivare al Milan: "Per me è un onore essere qui. Amo Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".