Verso Monza-Milan: Pessina, sliding doors rossonere

Se Berlusconi e Galliani fossero rimasti al Milan, oggi probabilmente sarebbe a Milanello, invece sabato affronterà i rossoneri da capitano del Monza
Verso Monza-Milan: Pessina, sliding doors rossonere

MONZA - Un’ora con Matteo Pessina, campione d’Europa che ha deciso di andare là dove lo portava il cuore, ovvero a Monza, città dove è nato, nella squadra dove ha mosso i primi calci e dove ha ritrovato Adriano Galliani che lo aveva voluto al Milan nel settore giovanile. Sabato c’è il derby del cuore per entrambi: l’amministratore delegato, dopo essersi gustato martedì da tifoso in tribuna a San Siro la vittoria del Milan sul Tottenham, farà gli onori di casa a Paolo Maldini nella prima, storica, gara di Serie A all’U-Power Stadium tra i due club; Pessina sarà a centrocampo, con la fascia da capitano ben stretta all’avambraccio. Pessina che, non si fa peccato a pensare, oggi sarebbe un giocatore del Milan se Silvio Berlusconi fosse rimasto proprietario, alla luce della sua bravura (ovviamente) e del rapporto con Galliani: « Lui mi prese al Milan perché vedeva in me delle grandi doti e voleva tenermi lì. Quando il club è stato venduto, subito fecero uno scambio più soldi con l’Atalanta per Conti e a Galliani questa cosa ancora non va giù».

L’intervista integrale a Pessina sull’edizione cartacea di tuttosport domani in edicola

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