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Ancelotti: "Il Napoli può fare meglio, ma non sono arrabbiato"

Il tecnico degli azzurri alla vigilia della sfida con il Genk: "Non ho strigliato la squadra perché si strigliano soltanto gli asini. Milik? Era in ritardo, ma ora sta bene"

martedì 1 ottobre 2019

GENK (Belgio) - Carlo Ancelotti difende il suo Napoli alla vigilia della sfida di Champions League contro il Genk. Nella squadra partenopea c’è qualcosa da migliorare, ma l’umore dell’allenatore è assolutamente buono: “Il mio stato d'animo non lo conosce nessuno – sottolinea Ancelotti - mi dispiace per voi, ma non è molto leggibile: il Napoli sa cosa deve fare, che deve dare il massimo. Se parlate con i giocatori scoprirete che non sono arrabbiato”.

Ancelotti: "Mi piace il Napoli in difesa"

Il tecnico emiliano entra nel dettaglio del momento del suo gruppo: “Ho una grandissima considerazione di questa squadra e di questi giocatori. Conoscendo il valore della squadra e considerando quello che può fare, diventa difficile per me essere pienamente soddisfatto. Si cerca sempre il massimo, secondo me stiamo lavorando bene, ma possiamo e dobbiamo fare molto meglio. Ciò detto, non dico di non essere soddisfatto della partita col Brescia: è stato fatto un gran “can can”. Credo che dobbiamo essere critici, ma non troppo. Guardo mille partite alla settimana, non vedo questo calcio champagne in tutte le partite. Ci sta soffrire, è normale. Se pensiamo che domani non ci sia da soffrire andiamo in contro a brutte figure. Paradossalmente la squadra mi è piaciuta di più quando ho sofferto. Quando vedo la squadra dentro l'area nostra forse è il momento in cui mi sento più tranquillo; può sembrare paradossale, ma quando stiamo nel fortino sono tranquillo”.

"Milik era in ritardo, ora sta bene"

Poi Ancelotti si sofferma sulle condizioni di Milik: "Milik non è una questione, è un giocatore che è stato in ritardo rispetto ad altri perché doveva risolvere un problema fisico. Ora sta bene, non ha bisogno di essere lanciato o di uno slancio. Se gioca darà il suo contributo come gli altri". Infine Ancelotti ribadisce il concetto iniziale: "Strigliata alla squadra? Strigliata non mi piace come termine, si strigliano gli asini. Qui ci sono giocatori, persone. Abbiamo fatto una valutazione sulle cose che sono andate bene, per esempio la qualità del gioco e l'impegno; e su quelle che non sono andate bene, come un atteggiamento remissivo nel secondo tempo. Sono valutazioni che faccio sempre, poi farle con la voce alta o bassa sono dettagli, parlare di strigliata mi pare eccessivo".

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