Napoli, Manolas: "Ibrahimovic sarebbe il benvenuto"

Così l'ex Roma: "Qui è dura esattamente come lo era in giallorosso, non ho paura della pressione. Insigne-Ancelotti? Uno spogliatoio è morto quando non ci sono litigi"

NAPOLI - "Leggo di litigi nello spogliatoio, ma se non si litigasse significherebbe avere uno spogliatoio morto". Il difensore del Napoli Konstantinos Manolas, intervistato da Radio Kiss Kiss, commenta così le voci nate dall'"ammissione" di Insigne circa un diverbio con Ancelotti, dichiarazione rilasciata nel post-gara col Salisburgo. "Bisogna avere anche confronti ogni tanto - aggiunge il greco ex Roma -. Per me Insigne ed Ancelotti non hanno mai avuto problemi, Lorenzo è il nostro capitano e se sta bene può farci vincere le partite. Siamo un gruppo forte che non ha fatto vedere ancora il suo meglio. Qui tutti sono titolari, piano piano cresceremo. A Salisburgo una grande gara, abbiamo giocato per vincere sin da subito Loro sono molto forti, in casa quasi insuperabili. Siamo stati bravi a segnare il terzo gol reagendo al secondo pari".

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Manolas elogia poi il compagno di reparto Koulibaly: "Kalidou è straordinario, le critiche che gli sono arrivate non sono giuste. Deve continuare a giocare come sa per essere sempre protagonista. Gli faccio i complimenti per la nomination al Pallone d’Oro, non è facile per un difensore. Luperto ha un futuro, è un calciatore serio e fa sempre il suo dovere in campo. A Napoli ci sta tranquillamente". Il passaggio dal giallorosso all'azzurro: "Napoli è difficile come lo era Roma, ma non mi fa paura la pressione. Abbiamo tanta personalità in questa squadra". Infortunatosi prima del Salisburgo, Manolas salterà anche la Spal: "Non mi sono allenato oggi, ho ancora dolore alla costola e non ci sarò domenica in campo. Poi vedremo. Sarà tosta, non dobbiamo pensare più al Salisburgo e capire che in campionato non esistono partite facili. È una gara da vincere. In avanti abbiamo tanto potenziale con calciatori come Mertens e Milik". Chiusura su Ibrahimovic: "Non ci sarebbe bisogno di accoglierlo, si accoglie da solo. È l’attaccante più forte mai incontrato, sarebbe il benvenuto".

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