McTominay sfida: "La rivalità più grande, così battiamo Juve ed emergenza. Segno allo Stadium e..."

Il centrocampista scozzese ha scaldato la vigilia del big match contro i bianconeri all'Allianz Stadium

C’è chi parla e chi accende micce. Scott McTominay, ormai adottato dal popolo azzurro, fa entrambe le cose. Alla vigilia di Juve-Napoli lo scozzese si prende la scena con parole importanti e lo sguardo di chi conosce il valore delle notti che contano. Rivalità storica, stadio che ribolle, orgoglio da difendere: lo scozzese non si nasconde, anzi rilancia, raccontando leadership, ambizione e fame di vittorie. Da idolo inatteso a uomo simbolo, il centrocampista scalda il big match con la consapevolezza di chi sa che certe partite non si giocano soltanto con i piedi, ma soprattutto con la testa e con il cuore.

McTominay scalda Juve-Napoli

"È la partita più importante, una rivalità storica. I tifosi ce lo ricordano sempre. Sappiamo che sarà una gara molto difficile: lo è sempre, sia in casa che fuori. Loro hanno una grande squadra" - ha detto McTominay in un'intervista concessa a Sky Sport in vista del big match contro i bianconeri. Poi ha proseguito: "Noi abbiamo tanti giocatori capaci di aiutare la squadra e di guidarla, insieme all’allenatore e allo staff. In campo servono leader, serve gente che spinga tutti a migliorare". Contro la Juventus, lo scozzese ha giocato la sua prima gara da titolare qui a Napoli: "È passato parecchio tempo, forse 14-15 mesi. Ricordo che ero molto emozionato, nervoso ma pronto: era una nuova fase della mia carriera. Ho bei ricordi di quella partita e penso che quel giorno siamo stati anche un po’ sfortunati a non vincere. Che partita mi aspetto ora? Una gara dura, come sempre. Hanno grandi giocatori e una forte capacità offensiva. Per noi sarà fondamentale la concentrazione, usare bene la testa e continuare su quello che stiamo facendo, mantenendo il ritmo e provando a tornare a vincere con continuità".

 

 

Le critiche dopo Copenaghen

Poi McTominay ha fatto chiarezza sulle critiche dopo la gara pareggiata contro il Copenaghen, nonostante l'uomo in più (risultato che anche Conte non ha accettato): "In realtà non ero critico. Ho solo detto che era inaccettabile non aver vinto quella partita, ed è vero. Non era una critica a qualcuno in particolare: giocavamo contro dieci uomini e avremmo dovuto gestire meglio la situazione. Ma questo è il calcio, certe cose possono succedere. Ogni partita però è un’occasione per mostrare chi siamo e il percorso fatto con mister Conte. Finora abbiamo fatto molto bene, abbiamo già vinto un trofeo in stagione e, nonostante tanti infortuni, siamo ancora lì. Non è semplice".

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

I tanti infortuni e il sogno Juve-Napoli

Lo scozzese ha parlato anche di alcuni addi: "Cosa non ha funzionato con Lucca e Lang? Non ho nulla da commentare su una domanda del genere. Sono miei amici e miei compagni di squadra. Ho solo parole positive per tutta la rosa e per chiunque lavori nel club". McTominay ha poi parlato anche delle sue dichiarazioni dopo la sfida contro l'Inter, sui tanti giocatori out: "È il calcio, gli infortuni fanno parte del gioco. Siamo stati sfortunati, ma è così. Chi è entrato ha fatto molto bene. Non possiamo permetterci di abbatterci: dobbiamo continuare a lavorare e dare tutto in ogni partita. Chi scende in campo non fa differenza, dobbiamo trovare continuità come gruppo". Quelle come Juve-Napoli sono partite speciali e anche lo scozzese lo ha confermato: "Certo. Sono le partite che da bambino sogni di giocare, quelle che ti emozionano di più. Per noi è fondamentale dare tutto. Se esci dal campo sapendo di aver dato il massimo, non puoi avere rimpianti". Sui nove gol stagionali: "Io non penso troppo ai numeri. Entro in campo ogni giorno per dare il massimo e aiutare squadra, staff, allenatore e club. Dove il mister mi chiede di giocare per me non è un problema. Siamo in emergenza, a volte bisogna adattarsi. Se tutti hanno questo atteggiamento e pensano prima alla squadra, allora va bene così". Poi ha concluso: "Meglio un gol alla Juve o al Chelsea? A entrambe (ride, ndr)".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

C’è chi parla e chi accende micce. Scott McTominay, ormai adottato dal popolo azzurro, fa entrambe le cose. Alla vigilia di Juve-Napoli lo scozzese si prende la scena con parole importanti e lo sguardo di chi conosce il valore delle notti che contano. Rivalità storica, stadio che ribolle, orgoglio da difendere: lo scozzese non si nasconde, anzi rilancia, raccontando leadership, ambizione e fame di vittorie. Da idolo inatteso a uomo simbolo, il centrocampista scalda il big match con la consapevolezza di chi sa che certe partite non si giocano soltanto con i piedi, ma soprattutto con la testa e con il cuore.

McTominay scalda Juve-Napoli

"È la partita più importante, una rivalità storica. I tifosi ce lo ricordano sempre. Sappiamo che sarà una gara molto difficile: lo è sempre, sia in casa che fuori. Loro hanno una grande squadra" - ha detto McTominay in un'intervista concessa a Sky Sport in vista del big match contro i bianconeri. Poi ha proseguito: "Noi abbiamo tanti giocatori capaci di aiutare la squadra e di guidarla, insieme all’allenatore e allo staff. In campo servono leader, serve gente che spinga tutti a migliorare". Contro la Juventus, lo scozzese ha giocato la sua prima gara da titolare qui a Napoli: "È passato parecchio tempo, forse 14-15 mesi. Ricordo che ero molto emozionato, nervoso ma pronto: era una nuova fase della mia carriera. Ho bei ricordi di quella partita e penso che quel giorno siamo stati anche un po’ sfortunati a non vincere. Che partita mi aspetto ora? Una gara dura, come sempre. Hanno grandi giocatori e una forte capacità offensiva. Per noi sarà fondamentale la concentrazione, usare bene la testa e continuare su quello che stiamo facendo, mantenendo il ritmo e provando a tornare a vincere con continuità".

 

 

Le critiche dopo Copenaghen

Poi McTominay ha fatto chiarezza sulle critiche dopo la gara pareggiata contro il Copenaghen, nonostante l'uomo in più (risultato che anche Conte non ha accettato): "In realtà non ero critico. Ho solo detto che era inaccettabile non aver vinto quella partita, ed è vero. Non era una critica a qualcuno in particolare: giocavamo contro dieci uomini e avremmo dovuto gestire meglio la situazione. Ma questo è il calcio, certe cose possono succedere. Ogni partita però è un’occasione per mostrare chi siamo e il percorso fatto con mister Conte. Finora abbiamo fatto molto bene, abbiamo già vinto un trofeo in stagione e, nonostante tanti infortuni, siamo ancora lì. Non è semplice".

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli
1
McTominay sfida: "La rivalità più grande, così battiamo Juve ed emergenza. Segno allo Stadium e..."
2
I tanti infortuni e il sogno Juve-Napoli