Vergara: "Il mio idolo è Messi ma mi ispiro a un giocatore dell'Inter. Conte? Ecco cosa mi chiede"

Le parole del calciatore azzurro: "Siamo un ottimo gruppo. Il peso della maglia? Io non lo sento"
Vergara: "Il mio idolo è Messi ma mi ispiro a un giocatore dell'Inter. Conte? Ecco cosa mi chiede"© TVAB Balasco-Agenzia Aldo Liverani Sas

"Dedicare il primo gol? Non ci ho pensato, ero solo felice. Il primo gol con il Chelsea è stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula.Il secondo gol, quello con la Fiorentina, invece lo dedico a tutto lo stadio e a coloro che erano lì ad esultare con me: è stato più bello anche perché abbiamo vinto". Lo ha detto il calciatore del Napoli, Antonio Vergara, ospite negli studi di Radio CR. "Il mio idolo è sempre stato Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte. In questi anni ho sempre giocato sulla trequarti, mi sono sempre trovato bene ed è dove riesco, secondo me, ad esprimermi al meglio: poi ho giocato mezzala, quinto, esterno, ho fatto un po' tutto" spiega Vergara.

"Mi sento migliorato con Conte"

"Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con Conte, ma ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci l'uno con l'altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo - continua Vergara - Fuori dal campo mi frequentavo molto con Marianucci, Ambrosino, con cui sono cresciuto, ci conosciamo da 15 anni, e Lucca. Ho un ottimo rapporto anche con Mazzocchi, Spinazzola, Contini, Savic, Di Lorenzo... siamo un ottimo gruppo. Dal punto di vista tattico ho più affinità con il capitano: per fortuna l'infortunio non è così grave come pensavamo. Il peso della maglia azzurra? Io non lo sento, perché è come se ogni volta che indossassi questa maglia, la indossassero con me altre migliaia di persone: quindi il peso si divide. E' come se giocassi per la mia gente, quindi non lo sento".

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