© ANSAIn patria già da un annetto i media locali l’avevano etichettato come il nuovo Osimhen. Mica male come accostamento anche se un paragone del genere rischia a volte di diventare schiacciante per un giovane talento, che deve ancora imporsi nel gotha del calcio internazionale. Rafiu Durosinmi, però, ha le spalle large ed è tipo da non lasciarsi sconvolgere e tantomeno influenzare dal parere altrui. Sia nel caso in cui riceva complimenti vistosi sia quando diventa oggetto di critiche, magari dopo una prestazione opaca. Merito di una mental coach e match analyst speciale: la sorella Sallyma. Tocca a lei analizzare nel dettaglio le prestazioni del goleador nigeriano dopo ogni gara. La sensazione è che ieri avrà avuto ben poco da dire al fratello dopo l’esordio da urlo in Serie A. Con un solo allenamento e mezzo nelle gambe, infatti, il classe 2003 ha debuttato nel migliore dei modi. Ventidue minuti caratterizzati dal colpo di testa vincente che ha permesso al Pisa di acciuffare il pareggio contro l’Atalanta. Meglio di così non poteva cominciare l’avventura dell’ex Viktoria Plzen, pagato ben 9 milioni (più 1 di bonus in caso di salvezza) dalla famiglia Corrado che col suo acquisto ha scritto la storia. Mai nessun giocatore nerazzurro, infatti, era costato così tanto. E se il buongiorno si vede dal mattino, la sensazione è che con le sue reti Rafiu possa trascinare la squadra pisana verso una clamorosa rimonta salvezza. Anche grazie a un tutor speciale come Alberto Gilardino.
Dalla Repubblica Ceca ha iniziato la sua scalata
Uno che di gol se ne intende e che potrà fungere da chioccia ed esempio per Durosinmi. Cresciuto presso le accademie della sua città natale (la Unique Football Academy Lagos e la Box2Box FC), il goleador completa le giovanili al Karvina, con cui debutta nei professionisti prima di volare in Repubblica Ceca e iniziare la scalata nel calcio europeo. Col Plzen abile ad assicurarselo per appena 900 mila euro nel 2023. Quasi tre anni dopo l’hanno venduto a dieci volte tanto. Rafiu come tanti ragazzi africani è cresciuto in mezzo alla povertà, seppur la famiglia l’abbia sempre supportato nel suo sogno di giocare a calcio. Merito soprattutto della mamma che vendeva le merendine nella scuola frequentata da Durosinmi. Dovesse continuare così, il prossimo snack nigeriano potrebbe portare il suo nome. Nel frattempo nella città della Torre Pendente hanno trovato un nuovo idolo al quale aggrapparsi per raddrizzare la stagione ed evitare la retrocessione in B.