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Totti: “Mi dimetto dal mio ruolo nella Roma”
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Totti: “Mi dimetto dal mio ruolo nella Roma”

La bandiera annuncia l'addio in conferenza stampa: "Non è stata colpa mia, mi tenevano sempre fuori da tutto. Il tecnico? Ho chiamato solo Conte che aveva detto sì. Resterò sempre tifoso, magari il prossimo anno vado con Daniele (De Rossi, ndr) in Curva Sud"

lunedì 17 giugno 2019

ROMA - Impeccabile nel suo abito scuro, emozionato com’è giusto che sia in una situazione del genere. “Mi dimetto dal mio ruolo nella Roma”. Francesco Totti saluta il club dopo una vita passata in giallorosso. La bandiera ha annunciato il doloroso addio in conferenza stampa al Salone d’Onore del Coni: Alle 12.41 ho inviato via mail le dimissioni al Ceo Fienga. È un giorno pesante - ha dichiarato - ma viste le condizioni era il momento giusto di prendere questa decisione, non ho mai avuto la possibilità di poter esprimere il mio lavoro. Non è il momento di essere pro Pallotta, pro Baldini. È normale che, come ho sempre detto, i presidenti passano, le bandiere no. Ho riflettuto tanto e non è stata colpa mia l'essere arrivati a questa decisione".

“Non è un addio, ma un arrivederci”

Per me fare questa scelta è stato difficilissimo, ho messo la Roma davanti a tutto. È la mia seconda casa se non la prima. Futuro? In questo momento ci sono tante cose che posso fare, sto valutando tranquillamente. Non c’è un colpevole, il percorso non è stato rispettato e alla fine ho fatto questa scelta. Al popolo di Roma devo dire solo grazie per come mi ha sempre trattato. Posso solo invitarli a continuare a tifare questa squadra, la Roma va sempre onorata. Vederla così adesso mi rattrista e mi dà fastidio, i tifosi giallorossi sono diversi dagli altri, l’amore che danno a questa squadra è talmente grande che non potrà mai finire. Per me è un arrivederci, non un addio. È impossibile vedermi fuori dalla Roma, da romanista non penso possa succedere. Se un’altra proprietà punterà su di me io sarò pronto".

“Tutti sappiamo che mi hanno fatto smettere”

La colpa non è stata mia. Non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto nel progetto tecnico. Per il primo anno ci può stare, nel secondo avevo già capito cosa volevo fare e non ci siamo mai aiutati. Loro non hanno mai voluto, mi tenevano fuori da tutto. Promesse? Tutti sappiamo che mi hanno fatto smettere. Avevo un contratto di 6 anni da dirigente, sono entrato in punta di piedi, per me era una novità e con il tempo ho capito che sono cose completamente diverse. Di promesse ne sono state fatte tante, ma non sono mai state mantenute. È normale che con il passare del tempo giudichi e valuti, anche io ho un carattere e personalità, non sto lì a fare quello che mi chiedono di fare. Lo facevo per la Roma, ma con il tempo non mi sembrava il caso di continuare con persone che non hanno mai voluto che facessi questo ruolo”.

“Baldini? Uno dei due era di troppo”

"Con Baldini un rapporto non c’è mai stato e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è perché penso che alla Roma ci siano degli equivoci, dei problemi interni della società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. Troppi galli a cantare non servono. Quando canti da Trigoria il suono non si sente perché l'ultima parola spettava a chi era a Londra. Era inutile dire che pensavi, era tempo perso".

“Gli americani volevano i romani fuori, ci sono riusciti”

"È sempre stato un pensiero fisso di alcune persone di levare i romani dalla Roma. Alla fine è prevalsa la verità, sono riusciti a ottenere quello che volevano. Anche da 8 anni a questa parte - specifica l'ex capitano romanista - quando sono entrati gli americani, hanno cercato in tutti i modi di poterci mettere da parte. Man mano che passavano gli anni hanno cercato di farlo in tutti i modi, hanno voluto questo e alla fine ci sono riusciti".

“Il tecnico? L’unico che ho chiamato è stato Conte”

"Ci sono tante persone che investirebbero nella Roma, ma se non vedo non ci credo. La Roma è amata e stimata in tanti parti del mondo e tanti la vorrebbero prendere. Per me oggi è un momento... altro che quando ho smesso di giocare. Per me staccarmi dalla Roma... per me oggi potevo anche morire. L'unico allenatore che ho chiamato e sentito è Antonio Conte. Aveva detto sì, poi ci sono stati dei problemi e adesso è all'Inter. Mihajlovic, De Zerbi, Gattuso, Gasperini mai chiamati. È tutta fantascienza”.

“L’unica mia decisione è stata quella di Ranieri”

In due anni avrò fatto dieci riunioni, mi chiamavano sempre all'ultimo. Come se mi volessero accantonare da tutto. Poi il cerchio si stringe per rispetto anche della persona e non solo del dirigente. Io ho fatto di tutto per mettermi a disposizione. L'unica cosa che ho fatto io l'ho fatta con Fienga e ho chiamato Claudio Ranieri. Non abbiamo parlato di soldi, mi ha detto 'domani sto a Trigoria' e credo abbia fatto il massimo e dobbiamo ringraziarlo. Infatti poi i tifosi gli hanno regalato il giusto tributo”.

“De Rossi è un amico, meritava rispetto”

"Io già da settembre dissi ad alcuni dirigenti se 'questo è l'ultimo anno di Daniele diteglielo. Non fate come avete fatto con me. È il capitano e una bandiera della Roma e va rispettato'. Poi il tempo è passato. La gente ha paura di prendere decisioni. Serve uno che decide non dieci. Io con Daniele mi sono comportato da amico. Hanno sempre voluto questo. Levare i romani dalla Roma. Magari il prossimo anno andiamo a vedere qualche partita con Daniele in Curva Sud”.

“Mail alla stampa? Mi fido di De Rossi al 100%”

"Se fossi presidente della Roma e avessi due bandiere come Totti e De Rossi io gli avrei dato in mano tutto. Perché c'è quello che abbiamo fatto, perché c'è l'etica e c'è la romanità. Non farò mai i nomi ma mi hanno pugnalato. A Trigoria ci sono persone che fanno il male della Roma. Io mi fido al 100% di Daniele De Rossi - ha detto a proposito dell’inchiesta di Repubblica - sono convinto che quelle parole lui non le abbia dette”.

“Offerte da Juve e Napoli? Non esageriamo”

"No, non rimango disoccupato. Ci sono state alcune offerte da squadre italiane, una stamattina. Le prendo in considerazione perché adesso sono libero. Anche dalla Juve o dal Napoli? Adesso non esageriamo". Poi ha confermato di aver ricevuto proposte anche dalla “FIGC e dalla FIFA”. Su Pellegrini: “A Lorenzo ho promesso tante cose. Non ci crede ancora, ma ci crederà. È un ragazzo speciale, in campo e fuori. Onorerà fino alla fine la maglia della Roma. Un romano in giallorosso serve sempre”.

“DiFra aveva chiesto 4 rinforzi e invece…”

Di Francesco dopo la semifinale Champions ha chiesto 4 giocatori. Sai quanti gliene hanno presi? Zero. Tornavo dalle vacanze il primo anno che ho smesso, mi hanno chiesto di un giocatore (Pastore, ndr) e ho detto che in quel momento non poteva fare bene alla Roma, perché Di Francesco giocava col 4-3-3, perché aveva avuto tremila infortuni, pensavo si dovesse andare su un altro giocatore (Ziyech, ndr), avrei fatto un'altra scelta e ci avrei azzeccato. Ma alcuni dirigenti mi hanno accusato di dire sempre di no”.

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