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Roma, Petrachi furioso: "Lite con Fonseca? Cazzate. Su di me tante falsità"

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Le parole del direttore sportivo dei giallorossi: "So bene che siamo tutti in discussione, ma cercherò di non essere spappolato. Vado avanti per la mia strada"

Roma, Petrachi furioso:
© LAPRESSE
mercoledì 12 febbraio 2020

ROMA - Certifica il momento delicato della squadra, allontana le voci di dissidi interni con Fonseca, poi approfitta della presentazione degli ultimi acquisti (Roger Ibanez, Gonzalo Villar e Carles Perez) per sfogarsi e andare all'attacco di chi "mi vuole già tagliare la testa sul patibolo". È un fiume in piena Gianluca Petrachi, direttore sportivo di una Roma in crisi di risultati e nel pieno di un passaggio di proprietà da Pallotta a Friedkin che potrebbe portare all'ennesimo azzeramento dirigenziale dalle parti di Trigoria. "Siamo qui per presentare i tre ragazzi, ma prima mi premeva puntualizzare alcuni aspetti. Vorrei fare chiarezza, perché quando si dicono delle cazzate se non fermi l'emorragia finiscono per risultare per vere. Alla mia presentazione di inizio anno ho detto che sarebbe stato l'anno zero. Sono stato chiamato dalla Roma per provare a recuperare degli errori effettuati negli anni precedenti. Con tanta umiltà, tanta voglia ed entusiasmo mi sono calato nella parte e credo che in questi mesi sia stata fatta una grandissima mole di lavoro. Sto portando con convinzione la filosofia e il credo che la società mi aveva imposto nel provare a trasformare qualcosa che lo scorso anno non aveva funzionato" ha dichiarato Petrachi.

Roma, le parole di Petrachi

La Roma è sempre in corsa per l'obiettivo numero uno, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League. "Non siamo distanti anni luce, siamo a tre punti dall'Atalanta e sabato per noi deve essere come una finale - sottolinea in vista della scontro diretto di Bergamo -. Dobbiamo fare una partita importante. Sono convinto che ne usciremo, anche più forti". "E non è vero che c'è qualcosa tra me e Fonseca. Nello spogliatoio l'allenatore ha il predominio, non l'ho prevaricato ma quando vedo che le cose non vanno a livello comportamentale, che non c'è cattiveria nei miei giocatori, allora non posso stare zitto. Devo tutelare la società e i tifosi che pagano il biglietto" chiarisce quindi Petrachi tornando sull'episodio che lo ha visto protagonista negli spogliatoi del Mapei Stadium all'intervallo della gara poi persa a Reggio Emilia. "Dopo un 3-0 col Sassuolo in 45' minuti ho fatto capire ai ragazzi che stavano facendo una prestazione penosa, che c'era da vergognarsi, che dovevano tirare fuori gli attributi. Tutto qui. Poi è entrato l'allenatore per fare un discorso tecnico-tattico, mi sono fatto da parte e ho ascoltato la ramanzina di Fonseca alla squadra".

Petrachi sul futuro

A causa del periodo negativo comunque il ds è stato inserito tra quelli che a fine stagione potrebbero cambiare aria con l'arrivo del gruppo Friedkin. "Ma ai giocatori dopo Natale ho detto: non pensate che adesso arriva Paperon de' Paperoni che ti dà il mondo per comprare chissà chi. Se continuerà Pallotta o arriveranno i nuovi si vedrà, ma la squadra deve essere lasciata fuori da queste problematiche" il messaggio di Petrachi che poi risponde per le rime a chi lo ha messo in discussione "perché non amo le calunnie e le falsità che spesso su qualche media escono fuori in maniera vigliacca".

Petrachi: "Non alle calunnie e alle falsità"

E quindi, evidenzia, che è falsa la voce che sarebbe stato bacchettato da Dzeko per la mancanza di qualità della squadra, è inesatto aver detto che è stato convocato per essere messo alla prova dall'eventuale nuova proprietà e che non è vero che è stato punito per le vicende col Torino. "Sembravo il killer, non il ds. Si diceva che mi avrebbero squalificato per due anni e invece sono stato completamente assolto" ribatte Petrachi, fotografando così l'attuale situazione della Roma: "Ho detto che questo è un anno zero. C'è stata una rivoluzione, sono andati via 20 giocatori e ne sono arrivati 14. Credo fortemente in questa squadra, ma chiedo ancora un po' di pazienza. La strategia è quella di costruire qualcosa che nell'arco di un triennio porti a risultati importanti. Poi so bene che siamo tutti in discussione, ma cercherò di non essere spappolato. Vado avanti per la mia strada". 

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