© Getty ImagesNella Capitale, quando arriva il derby, tutto si ferma. Non serve essere tifosi, né appassionati di calcio: Lazio-Roma è un evento che travolge la città, una sfida che va oltre il campo e lascia strascichi ben oltre i novanta minuti. Tensione, sfottò, pressione: l’aria si taglia con il coltello e ogni dettaglio può fare la differenza. Soulé conosce bene il valore simbolico e sportivo di questa gara e già si è tolto la soddisfazione di deciderlo con un gol. Per questo, nei giorni che precedono la stracittadina, ha voluto richiamare tutti all’ordine. Il talento argentino ha poi parlato anche dell'addio alla Juve, rivelando qualche altro retroscena.
Soulé presenta il derby Lazio-Roma
"Quella del Derby è una settimana speciale e diversa dalle altre, tuttavia dobbiamo mantenere la tranquillità anche in questa sfida. Se diamo il 100% in ogni partita, in questa dobbiamo dare il doppio. Il nervosismo ci sarà, ma poi sono convinto che appena inizia la partita tutte le ansie andranno via" - ha spiegato l'attaccante della Roma Matias Soulè ai microfoni di Dazn alla vigilia del derby contro la Lazio. L'ex Juve ha ringraziato l'ex tecnico e attuale dirigente giallorosso Claudio Ranieri: "Con lui ho trovato continuità e la fiducia che volevo. I primi mesi della scorsa stagione non sono stati facili, lui ci ha dato tranquillità e ci ha detto di giocare semplici. Questo è il consiglio più grande che ho avuto da lui: quando si è in difficoltà bisogna tornare a giocare semplici, da lì si tornano a fare le grandi cose".
"Dybala, basta guardarlo"
Poi, su Gasperini: “Cosa mi ha colpito di più? La mentalità offensiva. Giocare in avanti, mai farsi trovare di schiena e puntare l’uomo. Ti lascia tanta libertà e questo consente di esprimersi al meglio, soprattutto per giocatori come me, che amano tenere il pallone e creare azioni pericolose”. Mati ha proseguito parlando del connazionale Dybala, rivelando: “Basta guardarlo ogni giorno per imparare. È un esempio. Anche se in certi aspetti rimane inarrivabile: la visione di gioco e i controlli, non li sbaglia mai. Tecnicamente è un campione. Lui mi aiuta tanto in generale, ogni giorno che passa siamo sempre più amici e passiamo sempre più tempo insieme. Quando siamo in campo è un fratello maggiore, mi trasmette la leadership. Poi quando invece torniamo a casa diventa il migliore amico".