ROMA - "Io ho rivisto la partita con la Juventus e non abbiamo sofferto, anche negli ultimi minuti finali dopo che abbiamo preso il 3-2, non c’è stato tutto quello. Abbiamo avuto azione anche noi, poi c’è stato un calcio d’angolo a favore e poi c’è stata una punizione tirata a due minuti dalla fine dentro l’area che è nata quella cosa lì, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale. Basta, stop. Non riesco a ragionare in quell’ottica. Faccio veramente fatica. C’è un avversario, abbiamo fatto una prestazione, ma rimanere su quello faccio veramente fatica. Non ne voglio condizionare il giudizio di una partita in seguito a quell’episodio, se si faceva questo, se si faceva quell’altro. Va bene, fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo". Così, in conferenza stampa alla vigilia della trasferta al Ferraris contro il Genoa dell'ex Daniele De Rossi, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini torna sul rocambolesco 3-3 dell'Olimpico: "Non mi sembra che siano state così tante le rimonte subite, ma dipende da come si vogliono guardare le cose. All’andata abbiamo perso con Napoli e Juventus, adesso abbiamo fatto due punti che potevano essere molti di più. Siamo usciti molto dispiaciuti, questo sì, perché quando prendi gol a due minuti dalla fine pesa molto di più, soprattutto in virtù di come è andata la gara. Poi puoi cominciare a parlare di come hai giocato, della prestazione che hai fatto, di cosa ti ha portato a fare quella prestazione e di come hanno giocato i calciatori. Dipende da cosa vuoi vedere".
Gli infortuni
"È evidente che, se contiamo sempre le assenze di Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento. E se tutto va bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson, ormai è chiaro che finirà la stagione qui e sarà operato alla caviglia, non avrà più tempo per recuperare nemmeno nel finale di stagione. Questi due sono ormai da depennare dalla lista degli assenti. Per quanto riguarda gli altri, siamo in una situazione più gestibile. Malen c’è, Vaz c’è, Venturino, abbiamo recuperato El Shaarawy, c’è Pellegrini, c’è Zaragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come abbiamo fatto fino ad ora. Anche se è vero che Soulé è fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco. C’è qualche problema di comunicazione dentro lo staff medico? Parlare di medicina è presuntuoso, non mi sembra un argomento su cui possiamo competere con i medici. È vero che quest’anno si sono trovati ad affrontare casi limite, come quello di Ferguson, che doveva recuperare dopo poche partite dell’anno scorso, ha avuto un ottimo dicembre e poi ha subito questa ricaduta. Poi ci sono stati i casi di Angelino, Bailey e Dovbyk. Inevitabilmente sono situazioni particolari, ognuna diversa dall’altra. Però la squadra ha reagito bene finora", ha aggiunto Gasperini.
La cena con Totti
"La cena con Totti? Non sono nella condizione di proporre nulla. Sono otto‑nove mesi che sono a Roma e non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori, ma non da parte mia. Sul ruolo, poi, me lo chiedete da mesi. Dopo di che c’era il discorso della cena e abbiamo fatto questa cena, che è stata normalissima, dove abbiamo parlato di calcio. Lui è molto diretto, ha delle misure e delle angolazioni molto chiare e molto alte quando si parla di giocatori. Sono molto incuriosito da chi ha capacità particolari. Chi ha pagato la cena? Nessuno dei due...", ha detto Gasperini sorridendo.