Roma, contro il Lecce per scacciare la crisi e agganciare la Juve: il sogno Champions resta vivo

Serve un cambio di marcia alla squadra di Gian Piero Gasperini, che contro i pugliesi hanno una grande occasione per tornare in corsa

Serve un finale diverso da quello che sta scrivendo la Roma negli ultimi due mesi. Fuori dalle coppe (nazionali e internazionali) e scivolata via anche dalle prime quattro posizioni della classifica. Gian Piero Gasperini deve invertire la rotta perché il progetto Roma, che ne dicano dentro Trigoria, cambia in base al piazzamento finale. L’accesso in Champions League sarebbe un acceleratore naturale di un progetto che Ranieri, fin da subito, ha definito triennale. Nei piani della proprietà c’era quello di crescere insieme, la fuga in avanti, dettata dai risultati, invece è stata di Gasperini. C’è chi gli rimprovera di aver giocato col fuoco, finendo ora per bruciarsi, ma il campionato non è ancora finito e per questo le ultime nove partite, a cominciare da oggi pomeriggio contro il Lecce, saranno tutte delle finali. Vincere contro la squadra di Di Francesco consentirebbe alla Roma di vivere la sosta per le nazionali con un pizzico di serenità in più.

Gasp punta ancora su Malen

Non troppa, visto il periodo e che dal 2 febbraio i giallorossi sono stati capaci di vincere solo due partite. Hanno inciso, indubbiamente, anche gli infortuni e anche nella gara prima del break le defezioni saranno diverse. Intanto alla vigilia Gasperini ha preferito il silenzio, soprattutto a fronte delle parole del giorno prima. Non pubbliche, ma in camera caritatis con proprietà, dirigenza e Ranieri. Un confronto per capire come e dove migliorare, nonostante il tempo a disposizione non sia più tanto e i margini di errore, ormai, si siano azzerati. Ecco allora che il tecnico punterà ancora su Malen, 8 gol nel 2026 e tra le poche cose che funzionano in un momento dell'anno che definire chiave è riduttivo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

Qui Lecce

Eusebio Di Francesco si presenta all’Olimpico con qualche cerotto di troppo e più di un dubbio da sciogliere. Il suo Lecce perde pezzi proprio nel momento in cui servirebbe compattezza per affrontare la Roma: out Lassana Coulibaly, fermato da una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra (stop di circa 20 giorni), e forfait anche per Riccardo Sottil, bloccato da una fastidiosa lombosciatalgia. In conferenza stampa, Di Francesco non nasconde le difficoltà: «Stiamo perdendo un po’ di pezzi», ammette, fotografando un momento complicato. Su Sottil aggiunge: «Sta vivendo una stagione travagliata, ha scelto di fermarsi per rimettersi a posto». Parole che raccontano non solo l’emergenza, ma anche la necessità di stringere i denti. A centrocampo, senza Coulibaly, si apre un ballottaggio chiave: uno tra Omri Gandelman e Sadik Fofana. «In base a chi giocherà cambierà anche il nostro atteggiamento», spiega il tecnico, lasciando intendere possibili variazioni tattiche. Gandelman sembra in crescita: «Si è allenato con continuità, sta tornando il giocatore che conoscevamo».

Le condizioni degli infortunati 

Occhi puntati anche sulla qualità offensiva della Roma. Senza Paulo Dybala e Matías Soulé, il pericolo principale risponde al nome di Donyell Malen: «È di altissimo livello, bravo negli ultimi attacchi e nella profondità breve. Dovremo limitarlo», avverte Di Francesco, paragonandolo a Rasmus Højlund per caratteristiche. Infine il capitolo attacco: Walid Cheddira cresce e convince per atteggiamento. «Sta lavorando tanto, anche durante il Ramadan non ha dato segnali di difficoltà». Si giocherà una maglia con Nikola Stulic, in una sfida che vale molto più dei tre punti: per il Lecce, è una prova di resistenza.

 

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Serve un finale diverso da quello che sta scrivendo la Roma negli ultimi due mesi. Fuori dalle coppe (nazionali e internazionali) e scivolata via anche dalle prime quattro posizioni della classifica. Gian Piero Gasperini deve invertire la rotta perché il progetto Roma, che ne dicano dentro Trigoria, cambia in base al piazzamento finale. L’accesso in Champions League sarebbe un acceleratore naturale di un progetto che Ranieri, fin da subito, ha definito triennale. Nei piani della proprietà c’era quello di crescere insieme, la fuga in avanti, dettata dai risultati, invece è stata di Gasperini. C’è chi gli rimprovera di aver giocato col fuoco, finendo ora per bruciarsi, ma il campionato non è ancora finito e per questo le ultime nove partite, a cominciare da oggi pomeriggio contro il Lecce, saranno tutte delle finali. Vincere contro la squadra di Di Francesco consentirebbe alla Roma di vivere la sosta per le nazionali con un pizzico di serenità in più.

Gasp punta ancora su Malen

Non troppa, visto il periodo e che dal 2 febbraio i giallorossi sono stati capaci di vincere solo due partite. Hanno inciso, indubbiamente, anche gli infortuni e anche nella gara prima del break le defezioni saranno diverse. Intanto alla vigilia Gasperini ha preferito il silenzio, soprattutto a fronte delle parole del giorno prima. Non pubbliche, ma in camera caritatis con proprietà, dirigenza e Ranieri. Un confronto per capire come e dove migliorare, nonostante il tempo a disposizione non sia più tanto e i margini di errore, ormai, si siano azzerati. Ecco allora che il tecnico punterà ancora su Malen, 8 gol nel 2026 e tra le poche cose che funzionano in un momento dell'anno che definire chiave è riduttivo.

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