Favola Pirola: la A col Monza, exploit Salernitana, i sogni Italia e ritorno all'Inter

La storia del difensore classe 2002, che sogna l'Italia e il ritorno in nerazzurro
Favola Pirola: la A col Monza, exploit Salernitana, i sogni Italia e ritorno all'Inter© /Agenzia Aldo Liverani Sas

Da sostituto a titolare inamovibile: l'ascesa di Lorenzo Pirola alla Salernitana è ormai chiara ed evidente. Difensore di belle speranze in cerca di minuti per crescere, è riuscito a diventare un vero e proprio totem per la retroguardia granata. E dopo il pareggio contro la Sampdoria, sono arrivati anche gli elogi di Paulo Sousa. A testimoniare la crescita esponenziale di Pirola sono anche i numeri in questa stagione di Serie A: 13 partite, media di 43 passaggi a partita, precisione passaggi del 79%, 61% di duelli vinti e contrasti aerei da cui è uscito vincente pari al 66%.

La crescita di Pirola

Lorenzo Pirola, classe 2002, nasce calcisticamente nel settore giovanile dell'Inter. Difensore roccioso, bravo nel gioco aereo e grande senso dell'anticipo, più che discreto palla al piede con il suo mancino. Dopo il suo percorso vincente nella trafila nerazzurra, debutta con la prima squadra (e quindi in Serie A) il 18 luglio 2020, quando l'allora tecnico Antonio Conte lo butta nella mischa al posto di Antonio Candreva nel match contro la Spal, vinto per 4-0 fuori casa dall'Inter. Le qualità ci sono, ed è per questo che la società decide di mandarlo in prestito al Monza, in Serie B, nella stagione 2020/21. Trova un discreto minutaggio collezionando 16 presenze, e tornando a fine anno alla casa madre con una nuova esperienza nel bagaglio. Ma quel bagaglio Pirola dovrà nuovamente aprirlo, destinazione sempre Monza: stavolta si accasa i biancorossi con la formula del prestito con diritto di riscatto. Con i brianzoli trova poco spazio, e non aiutano i continui problemi fisici che, nel gennaio 2022, lo costringono ad un'artoscopia del ginocchio destro. Le questioni fisiche lo attanagliano al punto da collezionare esclusivamente 10 presenze in campionato, ma diventa protagonista nelle quattro gare playoff, giocando sempre da titolare e contribuendo in maniera decisiva alla promozione in Serie A del Monza. 

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La Salernitana e l'elogio di Sousa

Al termine della stagione Pirola viene girano alla Salernitana con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Dopo un inizio fatto di studio e tanta panchina, col passare delle giornate riesce a ritagliarsi un ruolo importante. Inizia con 77' in Coppa Italia ad agosto nel match perso per 2-0 contro il Parma, poi appena 9' giocati nelle prime 8 partite in Serie A. Davide Nicola però si convince della sua crescita costante e inizia a dargli fiducia: Pirola cresce sempre di più, passando (comprensibilmente) tra alcuni alti e bassi ma trovando sempre più spazio fino a diventare titolare della retroguardia granata. Da Nicola a Paulo Sousa, la musica non cambia e anche il tecnico portoghese lo schiera sempre titolare, fino al culmine con l'ottima prestazione con la Sampdoria. E proprio alla fine del match con i blucerchiati, Sousa ha avuto parole di elogio per lui: "Fare errori fa parte del processo di crescita, e lui ne sta commettendo sempre meno. È importante a livello difensivo, e sta migliorando anche dal punto di vista offensivo. Sta crescendo nel prendere la decisione migliore per lo spazio da occupare, così da poter compiere l'intervento più giusto".

Il sogno (ner)azzurro

Pirola è, nel frattempo, diventato un punto fermo dell'Italia Under 21, con cui ha disputato l'Europeo del 2021, ma già con un primo approccio alla Nazionale dei grandi: lo scorso dicembre, infatti, il c.t. Roberto Mancini lo ha convocato per uno stage di due giorni in quel di Coverciano durante la pausa per i mondiali. I suoi sogni sono l'azzurro dell'Under 21, con vista sull'Italia dei grandi, e il nerazzurro dell'Inter, come ammesso pochi giorni fa dallo stesso Pirola: "Sono stato fortunato nel poter giocare in tutte le nazionali, dall'Under 15 all'Under 21: vestire la maglia azzurra è un onore. Europeo? Sogno e spero di poterci essere, così come spero di poter indossare la maglietta della nazionale maggiore. L'Inter per me rappresenta una famiglia: in nerazzurro ho trascorso i primi 5 anni di carriera, passando dall'Under 14 fino al debutto in prima squadra. Sogno di poterci tornare, magari con un ruolo da protagonista". Pirola dunque sogna in (ner)azzurro, ma l'attenzione ora è tutta per la Salernitana: obiettivo salvezza.

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Da sostituto a titolare inamovibile: l'ascesa di Lorenzo Pirola alla Salernitana è ormai chiara ed evidente. Difensore di belle speranze in cerca di minuti per crescere, è riuscito a diventare un vero e proprio totem per la retroguardia granata. E dopo il pareggio contro la Sampdoria, sono arrivati anche gli elogi di Paulo Sousa. A testimoniare la crescita esponenziale di Pirola sono anche i numeri in questa stagione di Serie A: 13 partite, media di 43 passaggi a partita, precisione passaggi del 79%, 61% di duelli vinti e contrasti aerei da cui è uscito vincente pari al 66%.

La crescita di Pirola

Lorenzo Pirola, classe 2002, nasce calcisticamente nel settore giovanile dell'Inter. Difensore roccioso, bravo nel gioco aereo e grande senso dell'anticipo, più che discreto palla al piede con il suo mancino. Dopo il suo percorso vincente nella trafila nerazzurra, debutta con la prima squadra (e quindi in Serie A) il 18 luglio 2020, quando l'allora tecnico Antonio Conte lo butta nella mischa al posto di Antonio Candreva nel match contro la Spal, vinto per 4-0 fuori casa dall'Inter. Le qualità ci sono, ed è per questo che la società decide di mandarlo in prestito al Monza, in Serie B, nella stagione 2020/21. Trova un discreto minutaggio collezionando 16 presenze, e tornando a fine anno alla casa madre con una nuova esperienza nel bagaglio. Ma quel bagaglio Pirola dovrà nuovamente aprirlo, destinazione sempre Monza: stavolta si accasa i biancorossi con la formula del prestito con diritto di riscatto. Con i brianzoli trova poco spazio, e non aiutano i continui problemi fisici che, nel gennaio 2022, lo costringono ad un'artoscopia del ginocchio destro. Le questioni fisiche lo attanagliano al punto da collezionare esclusivamente 10 presenze in campionato, ma diventa protagonista nelle quattro gare playoff, giocando sempre da titolare e contribuendo in maniera decisiva alla promozione in Serie A del Monza. 

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