Sampdoria in vendita, Di Silvio: “Al Thani ha offerto 40 milioni”

L’intricata vendita del club: altri tre soggetti interessati, due americani
Sampdoria in vendita, Di Silvio: “Al Thani ha offerto 40 milioni”© Getty Images

GENOVA - Sul tavolo c’è la prima offerta da parte del gruppo Di Silvio e di Khalid Faleh Al Thani, membro della famiglia regnante del Qatar, per l’acquisto della Sampdoria. Un’offerta che tuttavia al momento è ancora da considerare non vincolante visto che lo stesso trustee Gianluca Vidal - che da mesi è alla caccia dell’acquirente giusto per il club blucerchiato - sottolinea come manchi ancora «l’evidenza dei fondi a garanzia». Speranze e dubbi insomma. Però, a quanto pare, le parti si sarebbero nuovamente incontrate nelle ultime ore in una video call tra Vidal, la Banca Lazard (advisor per la cessione della Sampdoria), lo stesso Al Thani al fianco di un procuratore che ne cura gli interessi in Europa e dello studio legale svizzero che segue l’iter dei potenziali acquirenti. «Vidal non ci ha dato alcun ultimatum - dice a Tuttosport Franco Di Silvio da Cuba - stiamo accelerando il più possibile. Qualcuno mette in dubbio lo sceicco. Ma lo sceicco esiste. La proposta esiste. Come mai la famiglia reale non ha smentito? Eppure loro hanno un ufficio stampa che guarda tutto. Tutta la famiglia reale ha approvato l’operazione». Ma manca ancora la documentazione bancaria per rendere concreta l’offerta, nell’ambito dei concordati romani di due società a rischio fallimento riconducibili all’ex patron doriano Ferrero. «Visto che è un Paese estero, ci sono dei passaggi da rispettare secondo le regole del tribunale. Noi abbiamo offerto 40 milioni per andare avanti con i creditori che sono i veri proprietari della Samp. Vogliono prove? La banca certificherà, è una procedura del tribunale» aggiunge Di Silvio che parla dei passaggi tecnici ancora necessari: «La banca Al Masraf, una delle banche più importanti al mondo, deve mandare questa pec presso la banca che indica Vidal, è il tribunale che lo chiede. Comunque noi non facciamo giochini. Non veniamo a Genova perché c’è il porto. Ho fatto capire cosa è la Sampdoria, cosa è Genova. Qualcuno diffida di noi. Ma avete fatto le autostrade a Cerberus e non si è concluso niente...».

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E’ noto che l’ex doriano Ivano Bonetti sostenga l’operazione Di Silvio, sinora però non è chiaro (anche perché il diretto interessato non ha mai preso posizione ufficialmente) se della cosa faccia davvero parte l’ex forse più amato della tifoseria blucerchiata, Gianluca Vialli. «Vialli sarà il presidente. Poi parlerà. I tempi? Tra certificazione, notaio e tutto il resto contiamo di chiudere per la Sampdoria entro i primi dieci giorni di ottobre. Mi piacerebbe essere l’8 ottobre a vedere la Samp a Bologna. Vincere sarebbe una libidine. Io sono nato in Puglia, sono originario della Basilicata e poi ho vissuto a lungo a Bologna e poi a Parigi. Vialli l’ho conosciuto nel '91 alla festa scudetto al Matis». Insomma il carteggio tra il gruppo Di Silvio e Vidal va avanti anche se a oggi è lecito lasciare spazio anche ai legittimi punti interrogativi oltre agli immancabili sogni della piazza. Una trattativa che resta sotto i riflettori più di altre, se è vero che altri due soggetti americani (uno dovrebbe essere la Spac collegata al gruppo Pacific Media Group) stanno chiudendo la due diligence per l’acquisto della Sampdoria e ci sarebbe anche un altro soggetto che avrebbe manifestato interesse.

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