Toro, Belotti: «Pronto per l'esordio» 

L'attaccante prenota una maglia col Verona: «L'Europa League è un obiettivo, come la doppia cifra nei gol»

TORINO - In attesa del debutto in campo, Andrea Belotti è stato presentato dal Torino alla stampa. Per l'occasione ha voluto fare gli onori di casa il presidente Cairo in persona che con l'attaccante ha effettuato l'acquisto più caro della sua storia con 8 milioni di euro. «Dall'anno scorso non facevo conferenze qui all'Olimpico. Dopo Beretta ecco Belotti. Altro che ciliegia è una torta. Acquisto più caro ma non per colpa sua, è Zamparini che è un osso duro. Era il nostro grande obiettivo, l'abbiamo cercato in tutti i modi. Quando prendemmo Zappacosta, che ha il suo stesso agente, ovvero Lancini, cercammo di capire il modo. Non andiamo in doppia cifra - dissi a Zamparini - in doppia cifra deve andarci lui. La trattativa è stata con sms o telefonate di uno due o tre minuti massimo. Tornavo dall'Elba, era il 16 agosto, e mi disse “te lo do ma non trattare, non tirare”. Io risposi che con quello che ti ho dato in passato, e qualche acquisto non perfetto... E lui “Ma cosa vuoi, pensa a cosa hai preso da Darmian che l'hai comprato da me per pochissimo. Quindi tante altre cose le tenevamo in stand by. Un ragazzo che mi dicono di lui un gran bene».

Ed ecco Andrea Belotti.

Si sente pronto per esordire a Verona?

«Mi sento bene, mi hanno accolto tutti benissimo per fare parte del gruppo. Ora è un mesetto che mi alleno con la squadra. Mi sono impegnato e mi sto impegnando al massimo, poi sta al mister scegliere quando e e per quanto farmi giocare»

Obiettivo doppia cifra per i gol?

«E' un obiettivo, so che qui posso fare molto bene. Voglio regalare grandi cose per questa maglia. Il 9 era libero e non me lo volevo far sfuggire. Non ci sono giocatori uguali, Graziani qui ha fatto grandissime cose, io non ho ancora fatto niente devo dimostrare tutto in questo stadio».

Tanti giocatori giovani hanno spiccato il volo ultimamente grazie al Torino. E’ questa la motivazione che l’ha spinta a venire?

«Sì, ha inciso tantissimo. Il Toro voleva fortemente me e io volevo fortemente il Toro perché so cosa hanno fatto altri giocatori e con il mister si può migliorare per me. E’ stata la prima scelta per me».

E’ vero che sua nonna è la sua supetifosa?

«La nonna è sempre stata la prima tifosa, mi ha seguito sin da piccolino. Mio nonno è mancato da quando ero piccolo, si è creato un legame importante con lei. E' sempre venuta pur di vedermi. E' del '39. Resterà la mia tifosa numero uno. In generale non sento la pressione. Sono ancora un ragazzo giovane».

Dove può arrivare questo Torino?

«Possiamo arrivare in alto. Sia a Frosinone che con la Fiorentina che ha qualità, possiamo arrivare veramente in alto. Dobbiamo pensare partita dopo partita. Piedi per terra. Europa League? E' un obiettivo e faremo tutto il possibile per centrarlo».

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