© Marco CanonieroTORINO - E’ un Toro che fa di tutto per buttarsi via anche contro il Genoa. Un Genoa menomato dalle assenze e tutt’altro che irresistibile. E alla fine ci riesce pienamente. La squadra di Ventura domina il primo tempo, però va in svantaggio su un erroraccio difensivo (ne approfitta Laxalt). Recupera con Maxi Lopez e Zappacosta. Il suo limite è il solito: tante opportunità non colte per sbagli nell’ultimo passaggio, per scelte stolte in fase preconclusiva, per frenesia e poca lucidità.
E dire che la coppia d’attacco composta da Belotti e Maxi Lopez ha impressionato per mobilità e intesa, con elevata intensità e una notevole mole di lavoro sporco. Peccato sia stata (molto) mal assistita. Nella ripresa, il Toro ha ancora sciupato in principio, poi ha lasciato l’iniziativa in mano rossoblù e ha iniziato a soffrire. Troppo. Fino a concedere il pareggio su un’infilata sfruttata da Pavoletti, che ha uccellato Glik.
Il finale ha visto i granata riattaccare a sprecare, pure occasioni vere e proprie come quelle capitate a Baselli e Benassi. Il vantaggio arriva improvviso, nel finale: con Benassi che nuovamente vanifica, di testa, il fantastico assist dell’appena entrato Bruno Peres; ma la ribattuta di Perin incoccia sullo stinco di Tachtsidis e va in (auto)rete. C’è solo il recupero, da gestire: 5’. E il Toro non lo gestisce, ancora Laxalt punisce i granata: 3-3. Innegabile che i granata si stiano infilando in una piccola crisi: 2 punti in 4 partite suonano l’allarme. La sensazione che dà il Torino è di non avere abbastanza benzina nelle gambe, come già nelle ultime uscite: cali vistosi e/o scarsa brillantezza, rari cambi di passo. Un segnale preoccupante, visto che sabato è in programma l’attesissimo derby.
