© ANSATORINO - Siccome è un film già visto ripetutamente in passato, nei lustri scorsi, e trattasi pure d’una pellicola di modesto valore, occorre subito prendere posizione, e alzarsi dalla sedia del cinema, potendo: per uscire fuori, e andare a prendere aria. Ecco, il termine è proprio questo: cinema. Niente cinema, per favore. Niente scene. Perché qui non abbiamo bisogno di attori. Non servono recite. Non occorrono corse, fughe, sfide a chi arriva prima in un gioco a nascondino tipico di adulti, che però adulti non dimostrano di essere. Niente alibi, please. «Siete una squadra», e non un’accozzaglia di fragilità. E di codardie, di bugie. «Siete giocatori del Toro: e allora fuori il cuore, fuori la grinta e fuori le palle». Che sarebbero, ovviamente, gli attributi appropriati. L’appello è della tifoseria, ed emerge da ciò che si è udito in queste ultime ore sugli spalti del campo di allenamento, e da ciò che si è letto sugli striscioni appesi, a scanso di equivoci.
Tifoseria che tornerà molto probabilmente a farsi sentire alla Sisport, giacché non ci stupiremmo se domani, alla partenza della squadra per il ritiro, una delegazione della Maratona si lanciasse in una puntatina al campo, per mandare una serie di messaggi mirati alla truppa. Il succo sarà, per l’appunto, una spremuta di granatismo: «Dare tutto, e più ancora di tutto». Sono davvero bandite le prese in giro, a questo... giro. Anche perché la squadra ha già preso abbastanza per i fondelli la gente nel derby di Coppa Italia, e più ancora alla fine, dopo l’umiliazione di un 4 a 0 che sarebbe potuto essere anche 5, o 6 a 0: dapprima per via di tutti quegli abbracci e sorrisi agli avversari, che - lo ripetiamo anche oggi - nulla c’entrano, eventualmente, con la doverosa, giusta osservanza del fair play. E poi pure in tv, tra battute e, ripensando anche a Ventura, certi richiami assurdi, risibili e fantasmagorici a presunti «percorsi di crescita». Da allora, 16 dicembre, il Torino ha disputato altre 14 gare, vincendone solo 2, con Frosinone e Palermo. Altro che crescita.
