Il Torino agguanta la Lazio: pari in extremis di Ljajic su rigore

I granata super nel primo tempo, poi in calo nella ripresa, non trovano il quarto successo di fila: a segno Iago Falque e Ljajic. Per la Lazio ci pensano Immobile e Murgia

Il Torino agguanta la Lazio: pari in extremis di Ljajic su rigore© LaPresse

TORINO - Gran partita, di alta classifica e arricchita dai colpi di scena: fino all’ultimo. Il Toro non trova il quarto successo di fila, ma pareggia con la Lazio per 2 a 2, segnando al 91’ un rigore con Ljajic, dopo che la rete iniziale di Iago era stata ribaltata nella ripresa dai sigilli di Immobile e Murgia. Granata decisamente spettacolari ed efficaci nel primo tempo: uno show di qualità. Ma nella ripresa la Lazio è venuta fuori, schiacciando a tratti il Torino e firmando un uno-due che poteva essere esiziale, per la squadra di Mihajlovic. Invece no: indomito, coraggioso, tenuto in piedi dalla speranza e dalla ferocia, il Toro è riuscito ancora a conquistarsi l’occasione del pareggio. Risultato sostanzialmente giusto, anche se per motivi diversi entrambe le squadre possono recriminare, alla fine. Di certo le ambizioni di Toro e Lazio ne escono arricchite, non certo condizionate dalla divisione della posta. E ormai anche la squadra di Mihajlovic sta dimostrando, con continuità, di avere un piglio, una determinazione e un gioco da alta classifica.

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SCACCHI, PER FINTA - La cronaca, ora. La partita è a scacchi solo se si osserva la disposizione delle due squadre, a specchio: 4-3-3. Perché il ritmo, invece, è da gara di velocità. Mihajlovic ha la rosa praticamente al completo, a parte Molinaro. Mentre Inzaghi si dibatte tra infortunati in serie e, innanzi tutto, una difesa rivoluzionata per forza. Basta, Wallace, Hoedt e Patric compongono il poker difensivo, davanti a Marchetti e dietro a Cataldi, Parolo (fresco di rinnovo contrattuale) e Lulic. Davanti, il fischiatissimo Immobile, con Felipe Anderson e Keita ai fianchi. Per il Toro, la formazione tipo di questi ultimi tempi. Hart, Zappacosta e Barreca sulle corsie, Rossettini e Castan in mezzo, Benassi e Baselli ai lati di Valdifiori, quindi il trio meraviglia che lunedì aveva spaccato il Palermo: Belotti, con Iago e Ljajic. Arbitra Giacomelli di Trieste. Si parte.

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VISO APERTO - Due tiri fuori, di Keita e Ljajic, battezzano i primi minuti dei match, come detto subito giocati a viso aperto. Col il Toro però in progressiva crescita, sulla spinta del jolly serbo, di Zappacosta, di Barreca, e sui moti a tutto campo di Belotti e Baselli, a sua volta pericoloso con un tiro (alto) dal limite. Il pressing avanzato dei granata, pur a tratti troppo frenetici, è un segno di coraggio e determinazione. E al 20’ arriva il gol meritato: Lulic perde una palla a centrocampo con un passaggio a metà strada, Valdifiori si avventa e con lucida proprietà serve sul fondo Zappacosta, meraviglioso cross volante a effetto millimetrico e anticipo di testa in mezzo all’area di Iago su Basta, deviazione angolata e 1 a 0. Lazio segata in due in pochi secondi da una penetrazione offensiva splendida. Una verticalizzazione da manuale. Per lo spagnolo, 5° gol in campionato.

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REAZIONE - Pur senza trovare grandi sbocchi, la Lazio aumenta subito la spinta e alza il baricentro, offrendosi al contropiede. I cambi di fronte sono rapidissimi, l’intensità della sfida si eleva ulteriormente, Zappacosta continua a essere una spina sulla destra, Barreca lo imita a sinistra con recuperi e ripartenze da applausometro, mentre Valdifiori detta tempi e percussioni. Ma al 35’ la Lazio ha improvvisamente la palla per pareggiare, davanti a un Toro ben giocante con tutti i suoi elementi, capace di rapidi fraseggi spettacolari, ma nella circostanza mal posizionato in difesa: Keita vola quasi in solitudine verso Hart, ma al dunque tira malamente fuori. Non c’è tregua, insomma. E la fine del primo tempo consegna allo spettatore l’immagine di una squadra, quella granata, carica a pallettoni e in uno stato di forma psicofisico eccelso, con qualità del gioco superiore alla media. Per la Lazio, poca storia e poche storie da raccontare: uomini marcati, estro rarefatto, manovra ora lenta, ora complicata, ora macchinosa. Sulla trequarti la squadra di Inzaghi finisce nell’imbuto.

SI RICOMINCIA - La ripresa inizia sulla falsariga del finale di tempo, ma al 7’ è la Lazio a pungere: tiro di Immobile, servito da Keita, e respinta di Hart, sempre ben posizionato. Esce Basta, entra Djordjevic, dietro a Immobile: 12’. Inzaghi aumenta dunque il peso dell’attacco, rinunciando a un difensore. Patric viene dirottato a destra, Lulic ripiega a sinistra (la Lazio, ora, balla tra il 4-2-3-1 e il 3-3-1-3). Intanto Marchetti ribatte a fatica una punizione a giro di Ljajic. La partita adesso è equilibrata, la pressione della Lazio si fa sentire, il Toro deve rinculare. E, arretrando troppo, soffre, E cresce anche il nervosismo sul prato. E al 26’ i romani raccolgono il frutto della spinta: altro gran gol, stavolta proprio di Immobile (lasciato troppo libero da Zappacosta), con una giravolta in diagonale da posizione defilata, al volo, su cross lungo di Felipe. Uno a uno. Esce Baselli, entra Obi: primo cambio anche per Miha, al 29’. Intanto una sventola di Iago esce alta di non molto.

IL FINALE - Altri cambi: 34’, Murgia per Keita e Maxi per Benassi. Miha vuole ancora vincere, avanti col 4-2-4. E proprio Maxi Lopez innesca subito bene Belotti: girata e tiro di poco fuori. Quindi al 38’ un’altra ottima occasione per la Lazio: ma Hart respinge miracolosamente su Cataldi, solo davanti a lui. Un minuto, e al 39’ i romani passano: angolo, e Murgia tutto solo segna di testa da due passi (è troppo lontano, Obi, per intervenire). Al 43’ esce Valdifiori, entra Boyé: un altro attaccante ancora, per cercare il 2 a 2 in extremis. Per la Lazio, fuori Anderson e dentro Prce. Toro avanti alla disperata e al 90’ arriva il rigore, su un cross di Ljajic deviato di braccio da Parolo. Il serbo trasforma spiazzando Marchetti, 2 a 2 al 91’. Finisce così: ed è, in fondo, il risultato più giusto, sulla bilancia dei 90 minuti.

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