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Mihajlovic: «Torino, batti il Sassuolo e poi tre colpi di mercato»
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Mihajlovic: «Torino, batti il Sassuolo e poi tre colpi di mercato»

«Per la corsa all’Europa è fondamentale vincere le partite in casa e far meglio in trasferta. Sul mercato ci serve un esterno d’attacco, ma potremmo prendere anche un centrocampista e un difensore»

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sabato 26 agosto 2017

di Marco Bonetto

TORINO - Mihajlovic oscilla tra mercato e campionato, con una serie di messaggi forti. Per la serie: Belotti è destinato a rimanere, anche se è un po’ condizionato inconsciamente dalle voci; in attacco servirà assolutamente un esterno offensivo (in pole Niang) ma potranno essere ancora presi anche un centrocampista e un difensore centrale; Boyé non partirà; Cassano quasi certamente non arriverà nonostante i rumours levatisi attorno alla telefonata tra Cairo e il barese; mentre per domani, contro il Sassuolo, serve un Toro capace di far fruttare la lezione di Bologna: «Dove dominammo il gioco per tutta la partita, mostrando grande personalità e sicurezza, ma creando troppe poche occasioni da gol», ricorda adesso Miha. «Difatti abbiamo svolto allenamenti specifici in questa settimana per velocizzare la manovra, pur continuando a puntare sul possesso palla. Quest’anno con 4 o 5 vittorie in più potremo lottare per l’Europa. Ma dovremo migliorare il rendimento fuori casa, rispetto all’anno scorso, mantenendo invece costante quello in casa: difatti contro il Sassuolo voglio assolutamente vincere, anche se sarà una gara difficile per il valore dell’avversario».

SUL MERCATO - «Le voci di mercato su Belotti lo condizionano un po’ anche inconsciamente, è inevitabile. Ma gli ho parlato, è consapevole di aver fatto a Bologna la peggior sua gara al Toro da quando ci sono io. Gli ho anche fatto vedere i dati. Ma in questa settimana ho visto il vecchio Gallo in allenamento: sempre ben concentrato, con spirito di sacrificio. Sono convinto che farà una grande gara. E penso che resterà, non credo che qualcuno si presenterà con 100 milioni a fine mercato». Sulle trattative: «Lo sanno tutti che ci serve un attaccante esterno. Non prenderemo uno qualsiasi, ma uno forte, un titolare»: come Niang. «Ho detto alla società di non vendere Acquah. Potremmo però prendere ancora un centrocampista, se partirà Gustafson, e forse un difensore centrale. Cassano? Lo stimo, ma non credo proprio di allenarlo, un giorno».

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