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Mihajlovic: «Con la Roma serve un'impresa da Torino»
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Mihajlovic: «Con la Roma serve un'impresa da Torino»

Il tecnico granata è in emergenza ma sogna di bissare la vittoria della passata stagione: «I giallorossi visti con il Chelsea fanno paura: dovremo essere attenti, concreti e anche fortunati»twitta

sabato 21 ottobre 2017

di Alessandro Baretti

TORINO - «Non siamo crisi»: il concetto è ribadito a più riprese da Mihajlovic, alla vigilia della prova contro la Roma. «Una squadra che vista contro il Chelsea fa paura: hanno segnato tre gol e costruito tanto sul campo dei campioni d’Inghilterra. Anche loro, comunque, non sono perfetti, qualcosa in difesa concedono. Servirà concretezza, attenzione e un po’ di fortuna. Sono forti, ma noi dobbiamo giocare da Toro sperando che basti. Per vincere serve una impresa: contro il Verona e a Crotone abbiamo buttato via 4 punti, eravamo più forti e dovevamo vincere, domani invece a essere favorita è la Roma. L’anno scorso li abbiamo battuti, facciamo in modo che la storia si ripeta». Così invece il tecnico serbo sulla candidatura di Ljajic a 'falso nueve': «Dà il meglio di sé dove sta. In ogni partita fa qualcosa di importante. Un giocatore della sua classe deve essere ancora più incisivo, però è importante per i gol e gli assist che regala. In qualche partita potrebbe giocare a tre in mediana, ma non domani».

SETE DI RISCATTO - Contro la Roma il Toro cercherà quel riscatto che, dopo la Juve, non si è ancora concretizzato. «In 8 partite abbiamo perso solo il derby giocando un’ora in dieci. Mentre per quanto fatto meritavamo 4 punti in più, tra errori arbitrali e gol mancati. La classifica non è brutta, ma poteva essere migliore. Dobbiamo essere più concreti e attenti in difesa. Dobbiamo essere più concentrati. In quanto a impegno non posso rimproverare nulla. Gli allenamenti sono intensi, proviamo e riproviamo le cose. Sì, purtroppo siamo la squadra che si porta dietro più rimpianti. Adesso affrontiamo una Roma che deve fare punti per stare in alto, come noi dobbiamo ottenere un risultato positivo, possibilmente realizzare l’impresa di vincere, per non farci staccare dalle posizioni per andare in Europa League. Ogni gara fa storia a sé, l’importante è che noi abbiamo fiducia».

IL MODULO - Questa invece la posizione dell'allenatore granata sul modulo: «Si può anche pensare di cambiarlo. Ma mettere un centrocampista in più avendone tre fuori è impossibile. I moduli si possono cambiare, ma se facciamo tanti gol è merito del modulo che adottiamo. Abbiamo poche scelte per poter cambiare. Le soluzioni sono poche. Ne ho cinque fuori: Belotti, Lyanco, Acquah, Obi e Barreca. Adesso il modulo non si cambia. Sadiq? A Crotone ha fatto bene. Deve avere più fiducia e cercare più la porta. Io credo in lui. Belotti oggi è a Perugia per un controllo: vedremo cosa ci dirà il professor Cerulli che lo visita. Anche Ansaldi non sta troppo bene, tanto che per la Roma non penso di rischarlo». Infine un pensiero rivolto a Totti: «Lo conosco da quando è Pischello, l’abbraccio che ha ricevuto quando ha dato l’addio al calcio lo ripaga delle vittorie mancate a causa della scelta di restare a Roma. È il più forte calciatore degli ultimi 30 anni. Senza di lui il calcio è più triste».

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