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Torino, un Belotti così è per sempre
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Torino, un Belotti così è per sempre

Il Gallo continua a non segnare ma gioca bene e trascina la squadra

martedì 12 febbraio 2019

TORINO - Un Belotti così è per sempre. A esser più precisi: un Belotti così toro (ma anche Toro) è per sempre. Vi ricordate il Gallo dell’estate di 2 anni fa, il pennuto un po’ musone del 2017 in ritiro? Smorfie, dubbi, silenzi e sguardi torvi. E prove di addio: lo tentava il Diavolo. Aveva appena smesso di scorrazzare per l’aia della serie A: 26 gol in 35 partite. L’Italia pallonara lo esaltava, l’estero lo chiamava: l’Atletico arrivò a un passo dall’assalto finale, dopo aver iniziato a far breccia nella società granata a suon di offerte record, per un giocatore del Torino. Ma lui schienò Madrid: lo intrigava il Milan. Per cui tifava da ragazzino. E poi Milano: che è sempre Milano, come San Siro. Dissero in tanti: si sta montando la testa. Sentenziarono: non mostra già più gratitudine per il Toro. Chiosarono: e dire che non era nessuno, prima che Cairo lo acquistasse. In realtà qualcuno lo era: altrimenti il suo nuovo presidente non avrebbe speso quasi 8 milioni per comprarlo da Zamparini. E Belotti aveva cominciatoa essere qualcuno a Napoli: 24 settembre del 2014. Aveva 20 anni, ma alle spalle già un discreto campionato in B e una carrellata di partite nelle varie selezioni nazionali giovanili. Quel giorno al San Paolo disputò la sua prima gara da titolare in A, con il Palermo. E segnò anche le sue prime reti nella massima serie. Due. E domenica Belotti tornerà proprio lì: a Napoli. A tentare una nuova impresa, cercando i resti del destino, 5 anni dopo.

RINNOVO OLTRE IL 2021 - Comunque sia, era proprio un Gallo irriconoscibile quel pennuto di 2 estati fa. Un muro di gomma. L’Icaro dei 26 gol in un solo campionato, che quindi sembrava anche re Mida, rimase al Toro per insufficienza non di offerte, ma di offerta. Perché non potevano certo bastare i 30 denari offerti dal Diavolo, per smuovere Cairo. Però il Gallo non la prese benissimo. Alzò più ancora il muro dei silenzi. Finché, mesi dopo, non si udirono i suoi lamenti, improvvisamente: per il doppio infortunio al ginocchio. Stagione tribolata, tribolatissima. Appena 10 gol, in campionato. Icaro, ma anche Godot, settimana dopo settimana.

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