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Benfica, Vieira: «Assieme a Tuttosport per il Grande Torino»
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Benfica, Vieira: «Assieme a Tuttosport per il Grande Torino»

Il presidente del club portoghese e una maglia in dono: «Granata, amici per sempre»

dal nostro inviato Filippo Cornacchia sabato 23 marzo 2019

LISBONA - Eusebio è il primo che ti accoglie, calciando il pallone con gesto tecnico perfetto che il bronzo ha reso immortale. Due passi dopo aver varcato la soglia sormontata da una monumentale aquila, si incontra Bela Guttman che culla le sue due Coppe Campioni come fossero bebè: lo scultore gli ha dato un’espressione imperscrutabile in cui si è liberi di cogliere la mitologica maledizione dei 100 anni senza trionfi europei che avrebbe lanciato dopo il licenziamento. E le due Coppe, quelle vere alzate nel 1961 e nel 1962, sono poco più in là, accanto agli uffici presidenziali in un salone in cui la leggenda luccica nell’argento dei trofei e campeggia una gigantesca maglia rossa con l’inconfondibile stemma: «Sport Lisboa e Benfica». E’ lì, in mezzo alla storia di uno dei club più affascinanti d’Europa, che il presidente Luís Filipe Vieira stende una casacca nuova e con un pennarello scrive poche parole: «Omaggio al Grande Torino del 1949». E aggiunge una carezza alla maglia, quasi a volerle infondere un pensiero d’affetto, prima di riporla nella busta che ci consegna. «Sono passati settant’anni», sospira. «Quel giorno il mondo fu messo di fronte alla terribile tragedia di Superga. Noi non lo dimenticheremo mai e nel nostro museo ne onoriamo il ricordo immortale, per celebrare la memoria delle vittime e per esprimere l’eterna amicizia che lega il Benfica e il Torino. Non dimenticheremo mai le vittime di Superga, mai».

Verrà a Torino questa maglia, così diversa da quella di lana, indossata dal Benfica il 3 maggio del 1949, quando gli Invincibili granata giocarono per l’ultima volta. Era una festa. Una festa per Francisco Chico Ferreira, capitano del Benfica e del Portogallo. Con Mazzola si erano incontrati a Genova a fine febbraio come capitani delle rispettive Nazionali nella partita che vide l'Italia vincere per 4-1. Avevano fatto amicizia e, di fatto, avevano organizzato l’amichevole che doveva essere un omaggio a Ferreira e al Benfica (non un addio al calcio, come spesso viene riportato). Il primo maggio del 1949 il Torino sbarcò a Lisbona, due giorni dopo affrontò il Benfica allo stadio Nazionale di Jamor, tre giorni dopo il suo tragico destino a Superga.

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