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Verdi: "Il Toro è cresciuto". Cairo: "Sempre stato un mio pallino"
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Verdi: "Il Toro è cresciuto". Cairo: "Sempre stato un mio pallino"

Presentato il nuovo acquisto: "La trattativa è stata lunga, anche perché Ancelotti voleva tenermi"

 Alessandro Baretti venerdì 6 settembre 2019

TORINO - Per la gara contro il Lecce in calendario lunedì 16 settembre Walter Mazzarri potrà contare anche su Simone Verdi, presentato ieri al Grande Torino dal presidente granata Urbano Cairo: «Sono felice di presentare un giocatore che conosco dal 2011. E’ sempre stato un mio pallino, e adesso sono felice di riabbracciarlo dopo qualche anno. Fin da maggio lo avevamo individuato quale principale obiettivo di mercato. Verdi è il giocatore giusto per rinforzare un reparto che già contava su elementi importanti quali Belotti e Zaza, Iago Falque, Berenguer e Millico. Mazzarri voleva un elemento che potesse giocare tra le linee, esattamente quanto sa fare, e bene, Simone».

Queste le parole di Verdi, l’acquisto più oneroso dell’era Cairo che, complessivamente, investe per l’ex del Napoli 25 milioni di euro: «La trattativa è stata lunga perché c’è stato un frangente nel quale Ancelotti non voleva più vendermi. Siamo arrivati a tre minuti dal gong, ma la fiducia nell’esito dell’operazione era tanta: sia il presidente che il mister mi hanno immediatamente chiarito che sarei stato l’acquisto giusto, per il Toro. Ritrovo una società profondamente cambiata, cresciuta, basti pensare all’inaugurazione del Filadelfia: una struttura voluta dalla società e da una tifoseria che so bene quanto sia stretta, attorno alla squadra. Gli obiettivi personali? Sottostano a quelli collettivi, ma è chiaro che attraverso le prestazioni nel Toro vorrei riconquistare un posto in Nazionale».

In questi giorni tiene pure banco il caso Nkoulou, che ieri ha parlato all’Equipe. La sintesi: «Ho ben chiaro che i dirigenti hanno rifiutato un’offerta per la mia partenza. Per me un uomo si definisce per il rispetto della parola, ma ora, comunque, vorrei solo a tornare a giocare nel Toro». La replica di Cairo: «Terminata la scorsa stagione l’agente di Nkoulou mi parla di una offerta del Siviglia. Io dico che non voglio venderlo, poi quest’estate emerge una promessa del mio vecchio direttore sportivo (Petrachi, ndr) per la quale Nkoulou si sarebbe potuto liberare. Due cose: io di quella promessa non ho mai saputo nulla, e soprattutto non vendo un giocatore a una concorrente e per di più a un prezzo non adeguato».

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