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Torino, per Izzo clausola certa ma futuro a rischio
© Marco Canoniero
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Torino, per Izzo clausola certa ma futuro a rischio

Cairo lo ha blindato per una cifra vicino ai 40 milioni. L'andamento del Toro, la paura di perdere l'Europeo e le voci su Raiola seminano incognite

venerdì 22 novembre 2019

TORINO - C'è un giocatore, in questo Toro, che più di ogni altro rappresenta e in qualche modo riassume la crisi di risultati, di identità e di lucidità mentale - in campo e fuori - di una squadra che tra la primaversa scorsa e l’autunno in corso ha conosciuto una metamorfosi quasi kafkiana: questo giocatore è Armando Izzo. Izzo che all’inizio dell’anno, meno di dieci mesi fa, con una cornata piena di fede nel suo dirompente vigore atletico, stendeva l’Inter al Grande Torino, dando il la alla rimonta che avrebbe issato i mazzarriani fino al 7° posto e di lì in Europa complici i guai finanziari del Milan. Lo stesso Izzo che domani, invece, ritroverà i nerazzurri - ora imbevuti di Conte e dunque assai più temibili - con molte certezze in meno: sul presente e sul futuro, per le aspirazioni del Toro e per le ambizioni personali. Quelle che nel corso dell’ultima estate gli avevano fatto pensare di meritare una vetrina (cioè una squadra) più prestigiosa e un ingaggio più elevato, per quanto con i suoi due milioni più bonus fosse - e rimanga - già in cima alla piramide degli stipendiati di Cairo.

Nel suo management, comprensibilmente, avevano fatto di tutto per accontentarlo, sondando il terreno anche in casa dei cosiddetti top club per portare in dote un’offerta in grado di far vacillare il presidente granata: ma quell’offerta non è arrivata, almeno non nei termini richiesti (la domanda di Cairo viaggiava sui 40 milioni; il massimo sono stati i 25 messi sul piatto dall’Everton). Sì bravo, ma no, grazie: così hanno risposto, a turno, Bayern e Borussia Dortmund, ma pure l’Atletico Madrid, oltre che Inter e Roma in Italia. Vuoi per l’entità della richiesta, vuoi perché il ragazzo non ha ancora sufficiente esperienza internazionale, vuoi perché giocavano con la difesa a 4 mentre lui giostra in quella a 3 di Mazzarri, vuoi perché lo strapotere fisico ai massimi livelli del calcio europeo richiede requisiti ancora più consistenti di quelli pur notevoli garantiti da Izzo. Il risarcimento, se così si può definire, per il napoletano è arrivato in luglio, con il prolungamento di contratto fino al 2024. Che però - si scopre adesso - ha portato con sé il valore aggiunto di una clausola rescissoria, redatta da un avvocato, vicina proprio a quei 40 milioni, valevole - a differenza di Belotti - non solo per l’estero, in vigore per la durata del contratto medesimo. Insomma, in qualche modo Izzo è stato blindato, a meno che non spunti un club intenzionato ad arricchire ulteriormente le casse del Torino.

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