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Nkoulou, il retroscena: Cairo sapeva tutto e minacciò la Roma

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Ben prima del ko col Wolverhampton e dell’ammutinamento del difensore, il Torino spedì una diffida da legale con richiesta danni di circa un milione. E Fienga rispose

Nkoulou, il retroscena: Cairo sapeva tutto e minacciò la Roma
di Marco Bonetto sabato 4 gennaio 2020

TORINO - Il retroscena è clamoroso ed è destinato a far discutere, tanto più con alle porte la partita tra la Roma e il Torino: con Cairo a casa Petrachi, mentre la Procura Federale sta ancora valutando se e come perseguire l’ex ds granata. E con Nkoulou che si prepara a giocare nello stadio in cui desiderava far meta fissa con addosso la maglia giallorossa. Rinfreschiamoci la memoria, allora. E partiamo dall’unica “vulgata” finora conosciuta.

Le date: 22 agosto

Il 22 agosto il Torino perde in casa la finale di andata dei preliminari contro il Wolverhampton con in ballo la qualificazione (infine sfumata) ai gironi autunnali di Europa League. Contro i Wolves i granata perdono per 3 a 2. In particolare stupirono le modalità del 3° gol segnato dagli inglesi nella ripresa, con Nkoulou, tra gli altri, protagonista di un movimento difensivo a dir poco controproducente. Un errore tattico incomprensibile per un difensore esperto e di qualità qual è il camerunese. Un Gronchi rosa sfortunato. Oppure la spia di un improvviso calo di concentrazione (tra l’altro non l’unico, quella sera): come a chi manchi una serena lucidità. Proprio Nkoulou, sì: che nel primo tempo aveva invece sfiorato un gol di testa, scheggiando una traversa.

Il 25 agosto 

Il 25 agosto, 3 giorni dopo, il Torino batte il Sassuolo in campionato, con il difensore appena finito fuori rosa. A fine partita, commentando la prestazione contro gli inglesi di un Nkoulou irriconoscibile, Cairo sbotta: «Ci sono rimasto molto male. Sono basito. Ci sono cose che non capisco. Un professionista deve onorare i suoi impegni e farlo con la voglia massima. Nkoulou deve chiedere scusa. Dopo la partita contro il Wolverhampton, che era importantissima per noi, al Fila il mister lo ha chiamato per fargli rivedere gli sbagli alla tv e lui gli ha risposto: “So già che errori ho fatto, non c’ero con la testa”. Ma poteva dircelo il giorno prima che non c’era con la testa! Mazzarri avrebbe fatto giocare qualcun altro e magari non si sarebbero presi i gol che abbiamo preso. Un colpo basso di Petrachi? Vi rivelo una cosa: la Roma non potrebbe nemmeno contattare i nostri giocatori. C’è un impegno scritto con il club giallorosso: per ogni nostro calciatore che contattano, devono pagare una penale di 900 mila euro. Io di recente non ho parlato con Nkoulou, ma con il suo procuratore. Gli ho detto: “Allunghiamo il contratto al giocatore, gli diamo più soldi”. Era il 17 agosto quando incontrai l’agente di Nkoulou». A fine agosto, ovviamente, il mercato era ancora aperto.

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