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Cairo: "Sempre creduto in Longo. Mazzarri? Abbiamo deciso insieme"

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Il patrongranata: "Moreno mi disse che voleva fare con i grandi quello che aveva fatto con la Primavera. Gli do un grande bentornato per questa stagione, poi vedremo. Il dissenso? Deve essere stimolo per me e per miei collaboratori"

Cairo:
© LAPRESSE
martedì 4 febbraio 2020

TORINO - Il presidente del Torino Urbano Cairo in sede di presentazione del neo tecnico granata Moreno Longo, che ha preso ufficialmente il posto di Walter Mazzarri, il quale ha rescisso consensualmente il suo contratto in scadenza giugno 2020, esordisce così: "Con Mazzarri abbiamo deciso insieme: è stata una risoluzione consensuale perché era il momento di farlo e lui stesso lo sapeva. Longo è una vecchia conoscenza per me e per tutti i nostri tifosi. Ha esordito qui in serie A, ha cominciato a 11 anni con il Toro e ha vinto un Viareggio. Ha vinto anche uno scudetto e una Supercoppa, bellissima la vittoria a Chiavari contro la Lazio. Poi ci siamo incontrati a Oviglio, dove Moreno mi disse: 'Qui ho fatto tutto ciò che dovevo fare con la Primavera, ora vorrei provare con i grandi'. Io gli ho dato il via libera, aveva ricevuto un'offerta dalla Pro Vercelli e l'ho lasciato andare". Cairo aggiunge: "Ho sempre creduto in lui, anche quando arrivò in serie A con il Frosinone. Oggi si avvera una grande cosa, gli dò un grande bentornato per questa stagione e poi vedremo".

"Credevo molto in Mazzarri, ma quest'anno è stato troppo altalenante"

"Credevo molto in Mazzarri, lo stimavo e lo stimo come allenatore preparato. Lo scorso anno è andata molto bene con un'annata da record, 63 punti è il record del Toro da quando ci sono i tre punti, e un grandfissimo girone di ritorno. Quest'anno troppo altalenante, anche se abbiamo chiuso l'andata come l'anno scorso. C'erano state troppe sconfitte, l'anno scorso abbiamo chiuso con sette gare perse. C'era un'immagine non positive, e poi c'è l'eliminazione dall'Europa League: contro i Wolves, loro avevano cominciato 14 giorni prima ed è stato un handicap per noi, che non sapevamo ancora della qualificazione. Solo tre settimane fa abbiamo fatto una grande prestazione a Roma, abbiamo vinto contro il Bologna e abbiamo passato il turno con il Genoa, la squadra ha dato segnali forti. Poi l'implosione, tra Sassuolo e l'Atalanta e infine Lecce. I giocatori sanno che non possiamo permetterci queste partite, non sono felici di ciò che hanno fatto vedere. I ragazzi erano shockati per le sconfitte, non abbiamo fatto grandi discorsi. La rosa è di buonissima qualità, è un po' la stessa che l'anno scorso è arrivata settimana con Verdi in più e Iago in meno, che non abbiamo mai avuto. Abbiamo perso molte più partite rispetto allo scorso anno, ma la rosa ha buonissime qualità. Siamo arrivati con quattro punti in più della Lazio e ora sono terzi pur cambiando pochissimo. Magari può capitare che se confermi tutti c'è qualcuno che non è troppo felice, è anche giusto per la gente vedere nuovi giocatori e avere rinnovamento".

"Longo è sempre stato l'ipotesi migliore"

"Per natura sono un ottimista quasi esagerato, ma ora dopo questa settimana orribile dobbiamo essere focalizzati partita per partita. Longo ha grande entusiasmo, diamogli modo di lavorare. Ora vado al Fila per parlare con la squadra, ma ragioniamo step by step e alla fine faremo i conti. Moreno ha caratteristiche positive che già avevo visto quando ci lasciò per andare alla Pro Vercelli. All'epoca non ci fu la possibilità di approdare in prima squadra, era giusto che facesse gavetta in B tra Vercelli e Frosinone, dove centrò gli obiettivi. Ma con Comi e Bava è sempre rimasta l'idea che, qualora ci fosse stata l'opportunità, Moreno sarebbe stata l'ipotesi migliore. Per lui tornare al Toro è il coronamento di un sogno. E poi è giovane e granata fino al midollo, ha tutta una serie di cose che possono essere positive".

"Il dissenso dei tifosi? Per me sarà da stimolo"

"Il dissenso si può capire perché c'erano le aspettative di un campionato diverso. Ci sta che ci sia malcontento e malumore, è un qualcosa di comprensibile. E' già successo in passato, purtroppo può succedere. Bisogna avere la forza di accettare il dissenso e capirlo, facendolo diventare uno stimolo e mettersi in discussione. Pensavi di aver fatto le cose giuste per aver tenuto tutti e aver investito 22 milioni soltanto all'ultimo giorno perché prima non c'era la possibilità di Verdi, poi se le cose non vanno ci rifletti sopra. A fine mercato venni inondato di messaggi di complimenti, erano tutti felici". Sul Filadelfia chiuso: "Io sono un editore che dà completa libertà a tutti i giornalisti, tra Italia e Spagna gravitano 8mila giornalisti e nessuno si è sentito leso nella sua libertà. Sono per mia natura aperto a tutte le voci, mi fa piacere se Longo lo vuole aprire, fosse per me lo terrei aperto tutti i giorni: ma poco prima della partita, quando provi degli schemi, ci sta chiudere. Incidenti in Primavera? Io non metto in pericolo i miei tifosi. Il numero di steward che ingaggiamo in ogni partita sono aumentati del 30-40 per cento, ce lo ha richiesto la Questura. Nelle sfide contro Napoli e Inter non avremmo mai venduto i biglietti dei tifosi avversari in Primavera se qualcuno avesse sollevato qualche questione di rischio, le avremmo evitate sul nascere".

"Mercato? Deciso con Mazzarri di mandare via chi aveva giocato poco"

Il Toro non è intervenuto sul mercato a gennaio: "Parlando con Mazzarri, abbiamo deciso di fare un mercato per mandare a giocare chi aveva fatto pochissime partite. Iago ha fatto soltanto tre spezzoni, poi volevamo dare spazio a Edera e Millico: era giusto dare più continuità a Iago. Ha fatto tantissimo per noi, ma ne avrà ancora per tre settimane e così era meglio che andasse a giocare. Parigini non ha giocato e Bonifazi chiedeva di essere ceduto perché voleva giocare. Laxalt ci è stato richiesto dal Milan, lo abbiamo accontentato perché ritenevamo andasse bene così. Non aver comprato nessuno è una scelta per accontentare Mazzarri perché non voleva avere musi lunghi in spogliatoi. Così abbiamo evitato di fare innesti. Negli giorni avremmo potuto chiudere un'operazione ma poi la società del giocatore non ha trovato un sostituto, dunque l'operazione è saltato. E anche l'anno scorso non abbiamo fatto acquisti a gennaio, poi abbiamo fatto il record di punti". Quando gli chiedono se si pente di non aver esonerato prima Mazzarri, Cairo conclude: "Ci poteva stare dopo il 7-0, ma tre giorni dopo ci sarebbe stata la coppa Italia. A Milano abbiamo fatto una buona gara, al 90' eravamo in vantaggio con una prestazione di buon livello. E dopo Lecce lo abbiamo fatto: non abbiamo aspettato la chiusura del mercato per esonerare Mazzarri. Secondo voi il problema è prendere due giocatori con il monte ingaggi che ho? Non è mai un problema".

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