Edera capitano del Toro in tempo di quarantena! 

Il più attivo nelle chat di gruppo. Consigli e svaghi: da casa guida i compagni

Edera capitano del Toro in tempo di quarantena! © LAPRESSE

TORINO - Simone Edera e Vincenzo Millico si sono dovuti fermare sul più bello, con Moreno Longo allenatore (ma già sotto la guida di Walter Mazzarri avrebbero potuto incidere maggiormente: tanti allenamenti, però sempre poche apparizioni). D’altra parte, per un Toro che era allo sbando, questa lunga e imposta pausa di riflessione potrà tuttavia avere i suoi benefici. Di scorie da lavare i granata ne avevano parecchie: sei sconfitte di fila in campionato che diventano sette, allargando il quadro al ko in Coppa Italia, ai supplementari contro il Milan. Un trend che il Toro faticava tremendamente a invertire, e che rendeva sempre più realistica la possibilità di scendere in Serie B. Già, tra i pochi aspetti positivi della situazione in essere c’è l’opportunità che si è presentata, ai granata: dimenticare quanto è stato e iniziare da zero. Quando inizio sarà. Tra le innumerevoli limitazioni che invece ha indotto la politica di contenimento del contagio dal Coronavirus c’è quella che riguarda i giocatori. Ogni giorno lo staff di Longo invia un piano di lavoro, adottato dagli atleti per mantenere un minimo di condizione fisica. Anche le società professionistiche fanno in definitiva quello che possono. Il momento è molto delicato e non fa eccezioni.

«VINCENZO È DI CASA» - Un ruolo supplementare, in tale frangente, è rivestito dagli agenti, gli impropriamente detti procuratori. A gennaio e in estate concentrati su contratti o cambi di società dei loro assistiti, nel resto dell’anno consiglieri, in parte psicologi dei medesimi. Tuttosport ha intervistato proprio gli agenti di Millico e Edera: calciatori professionisti e in quanto tali baciati dalla fortuna e dotati di ambienti gradevoli nei quali trascorrere queste lunghe giornate, ma in tale contesto anche semplici ragazzi di 19 anni (Millico) e 23 (Edera), che come ogni altro essere umano si trovano ora ad alimentare e interiorizzare tutta una serie di preoccupazioni. «Vincenzo più che un mio assistito è un componente della mia famiglia, quindi lo sento tutti i giorni: gli faccio raccomandazioni come a uno di casa, ma è un ragazzo con la testa sulle spalle e si attiene alle regole», racconta Gaetano Paolillo, colui che cura gli interessi di Millico. «Simone non può far altro che allenarsi in casa come ogni altro suo collega - interviene Beppe Galli, agente dell’attaccante - Longo lo chiama ogni due e tre giorni per chiedergli come sta, per tenerlo vigile, anche solo per fargli sentire la sua vicinanza. E credo che così si muova con ogni altro calciatore del Torino. Il mio compito è di sentire i miei assistiti, anche con qualche chiamata video a tre o a quattro persone. Ebbene, devo dire che Simone, pur molto ligio alle regole e legittimamente preoccupato in qualità di cittadino italiano, è uno tra i più attivi. Cerca di metterci la giusta leggerezza, di sdrammatizzare, ed essendo un ragazzo molto simpatico la cosa gli riesce bene. Coinvolge il sottoscritto e Ciro Caruso, che cura la parte tecnica del mio lavoro, in lunghe e divertenti chiacchierate. Gli fa onore, vista la complessità del momento».

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