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Toro, tanti dubbi: Vagnati già alla prova

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Longo da rafforzare davanti ai giocatori, lo spogliatoio da rimotivare. I casi-contratto spinosi e la rosa corta...

Toro, tanti dubbi: Vagnati già alla prova
© LAPRESSE
 Alessandro Baretti domenica 17 maggio 2020

«La scelta di Vagnati è dettata dall’ambizione: ci spiace parta, ma non gli avremmo mai messo i bastoni tra le ruote». Così Simone Colombarini, patron della Spal, spiegava la separazione dal suo direttore sportivo. Ebbene l’ambizione, visto il contesto granata attuale, ha una doppia valenza. Da una parte giustifica il salto dalla Spal al Toro con quanto ne consegue in termini di visibilità e obiettivi, dall’altra suona anche come la considerazione, alta, che Vagnati deve avere delle proprie capacità. Il lavoro che ha iniziato, e che lo attende da qui in avanti, sarà infatti durissimo. Quanto mai abbondante, la carne al fuoco che rischia di bruciare, senza un’adeguata attenzione ai vari passaggi della cottura.

DOPPIO E TRIPLO LAVORO - A partire dalla questione allenatore. Non è un caso che tra le priorità Vagnati abbia messo il confronto con Longo. I primi sono già andati in scena, molti altri ne seguiranno. All’attuale tecnico granata non sono certo le motivazioni e la voglia di lavorare, a fare difetto. Anzi, il suo attaccamento alla causa e la sua professionalità non sono minimamente in discussione. Altri, e diversificati, sono i problemi che lo riguardano. Innanzitutto il prodotto del settore giovanile granata ha ereditato una situazione molto complessa, da gestire. Squadra allo sbando dopo i tre ko costati la panchina a Mazzarri (pesantissimo il contraccolpo psicologico dei 7 gol subiti in casa dall’Atalanta e dei 4 presi a Lecce), e in più formata da alcuni giocatori distratti dalle dinamiche di mercato. In più, riferendosi alle scelte dell’ex tecnico (condivise con la società), ecco un ulteriore guaio: la rosa sfoltita. Un bell’impiccio, viste le possibili, corpose defezioni legate a una ripresa con il rischio contagio. Un problema che Longo ha subito individuato, tanto da mettere in allerta diversi elementi della Primavera. Longo che, di suo, da Lecce in avanti non è riuscito a invertire la rotta, finendo per inanellare pure lui un’altra serie di tre sconfitte. Tali da portare Cairo a compiere la svolta dirigenziale: ritorno di Bava al settore giovanile e ingaggio di Vagnati quale nuovo ds. Quindi a ragionare sul cambio di allenatore. E si sa, all’interno di uno spogliatoio di Serie A, quanto possa essere difficile mantenere l’autorevolezza dovendo gestire le continue voci di un cambio in panchina (in proposito resta Giampaolo la prima scelta, con Juric, Pioli, D’Aversa e Semplici quali alternative).

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