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Toro, mani su Gino e occhi su Hurtado

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Granata in pressing sul centrocampista uruguaiano dell’Aldosivi che ha già fatto una comparsata in Italia con il Carpi. Piace anche il centravanti del Boca Juniors

Toro, mani su Gino e occhi su Hurtado
© LAPRESSE
 Alessandro Baretti e Roberto Colombo venerdì 19 giugno 2020

TORINO - Un occhio rivolto in Italia, in queste ore più orientato alla ripresa del campionato (domani alle 19,30 in casa contro il Parma) che non al mercato, e uno che spazia tra campionati esteri: europei come sudamericani. Il ds granata Davide Vagnati è calato a 360° nel Torino, sia nei panni di mediatore, tra Cairo, Longo e lo spogliatoio, sia in quelli dell’uomo delle trattative. In atto, come andremo a vedere focalizzando l’attenzione proprio sul Sud America. Iniziando a fissare il radar sull’Argentina. Il Paese del presidente Alberto Fernández sta vivendo una profonda crisi economica, l’ennesima della sua storia, che potrebbe aggravarsi con gli effetti della pandemia da Coronavirus. Una contingenza che rende praticabile, per i club d’Europa che hanno una condizione economica non rosea, ma più solida, la strada degli affari a buona resa e bassa spesa.

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Il primo nome sulla lista dei dirigenti granata è quello di Federico Gino Acevedo Fagúndez, centrocampista ventisettenne di Melo, dipartimento di Cerro Largo, Uruguay, che attualmente gioca nell’Aldosivi. Agli inizi della carriera era più un “cinco”, come lo definiscono in Argentina, un play che agisce davanti alla difesa e che ha nella fase d’impostazione del gioco la sua qualità migliore. Cresciuto nel Defensor Sporting di Montevideo, Gino ha già vissuto un’esperienza italiana nel 2015-16, da autentica meteora, nel Carpi. Dopo l’Italia, il Brasile. E’ qui che cambia ruolo e viene adattato a otto, a mezzala: da costruttore di gioco a distruttore delle trame avversarie. L'altro nome è quello di Jan Carlos Hurtado, ventenne di Andrés Eloy Blanco, stato di Barinas, Venezuela. Centravanti con già 3 presenze in Nazionale, dotato di un fisico possente (181 cm per 71 kg) e pure di una notevole velocità e di una discreta tecnica. Sbarca in Argentina non ancora diciottenne dopo che il Gimnasia y Esgrima La Plata lo aveva notato in Patria, nel Deportivo Tachira. Nell’anno che passa a El Bosque trascina il Lobo biancoblù alla finale di Copa Argentina persa ai rigori contro il Rosario Central: poi il grande salto, l’avventura nella squadra più grande del continente, il Boca Juniors, che per lui sborsa 5 milioni di dollari statunitensi.

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