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Schelotto esclusivo: "Mi sento da Toro"

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Intervista all'esterno: "Colpito dal tifo granata, pronto a tornare in Italia"

Schelotto esclusivo:
© Getty Images
venerdì 26 giugno 2020

TORINO - In Argentina, per tutti, è semplicemente “el galgo”: il levriero. Anche se, in cuor suo, si sente soprattutto “guerrero”: un combattente. L'una e l'altra anima di Ezequiel Schelotto, l'una più l'altra, potrebbero tornare decisamente utili a tante realtà del nostro campionato. Come al Torino, chiamato a colmare evidenti lacune numeriche sugli esterni. Quel Torino del futuro che, allungato a +6 sulla zona salvezza, sta prendendo forma giorno dopo giorno nella testa di Vagnati. Secondo ragionamenti che includono anche il nome una vecchia conoscenza del calcio italiano – intesa per le otto stagioni trascorse Serie A più che per i 31 anni sulla carta d'identità - come l'attuale terzino destro del Brighton. A maggior ragione (dettaglio che ha attirato anche l'interesse del Benevento) per il fatto che l'ex Cesena, Atalanta e Inter, tra le altre, al termine della Premier League vedrà scadere il proprio contratto. «L'obiettivo è centrare la salvezza, poi si vedrà - indaga nel proprio futuro l'italoargentino, che è nato a Buenos Aires ma ha vestito anche la casacca della Nazionale azzurra ed ora è assistito dall’agenzia First Management - La società vorrebbe che restassi e in Inghilterra mi trovo molto bene, ma durante la carriera ho imparato a non chiudere nessuna porta. Tanti club hanno già bussato e ho intenzione di ascoltare tutti, Torino in primo luogo».

Torino, Schelotto idea per la fascia

Da dove nasce questa predilezione per il club granata?

«A Torino c'è il clima che piace a me: i tifosi sono caldissimi e nell'aria si respira il profumo di un derby che è davvero affascinante. Ho giocato tante volte contro il Toro, sia in A che in B, e lo stadio è impressionante: da avversario mi è sempre pesato l'attaccamento della gente alla squadra, vivere queste sensazioni dall'altra parte sarebbe un piacere».

Anche se l'ultimo incrocio con i granata non è stato dei più fortunati.

«Sì, lo scorso anno al Grande Torino con il Chievo mi sono rotto il crociato del ginocchio destro. Vorrà dire che, se dovessi approdare in granata, metterò subito in chiaro le cose con l'allenatore: su quella fascia non voglio più giocare, troppi brutti ricordi, meglio l'altra!».

Che idea si è fatto della travagliata stagione che sta affrontando la squadra?

«Un campionato storto, ogni tanto, è normale che possa capitare. Ma l'attuale classifica non rispecchia il valore del gruppo: se la nuova annata scattasse domani, il Torino sarebbe tra le favorite per centrare un piazzamento in zona Europa». [...] 

Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna di Tuttosport

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