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Giù le mani dal Filadelfia: è subito bufera

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L’oltraggio alla casa del Torino: brutto gesto di un tifoso della Juve, che poi si è scusato. Affitto per tremila euro per un convegno degli ingegneri il 22 luglio scorso. Mai più!

Giù le mani dal Filadelfia: è subito bufera
 Marco Bonetto sabato 25 luglio 2020

Prima di raccontare i fatti e le reazioni dopo il (milionesimo) caso Filadelfia, ci preme ri-puntualizzare subito come la pensiamo noi di Tuttosport. E saremo anche sintetici, oltreché chiari. Perché c’è ben poco da discutere. Punto primo: mai più. Mai più l’affitto una tantum del Fila, oltretutto (aggravante) all’insaputa dell’opinione pubblica. Gli accordi prevedono che per 3 giorni all’anno possa essere affittato per eventi extra-Toro? In passato non erano mai state prese decisioni analoghe. Non è obbligatorio. E risulta offensivo e inadeguato, data la sacralità laica del luogo. Non ci piove. Non si fa. Non va bene. E’ sbagliato. Prova ne sia anche l’uragano di accuse e polemiche scatenato dai tifosi, dopo la pubblica denuncia e le rivelazioni dell’avvocato (lodista) Marengo. Appendice: non sono poi 3 mila euro in più o in meno a fare la differenza, visto che «per completare il 3° lotto destinato al Museo granata servono 4 milioni di euro o poco meno. E non ci sono» (Luca Asvisio, presidente della Fondazione Filadelfia a Tuttosport, ieri). Ma ovviamente non è una questione di prezzo. Punto secondo: l’oltraggio, il gesto di pessimo gusto e di assoluta mancanza di rispetto commesso dall’ingegnere tifoso juventino (che per bontà sua si è scusato, ieri, a posteriori, letteralmente “sommerso”, dopo la diffusione il giorno prima di un selfie con la mascherina della Juve e uno sguardo che sa di scherno), questo oltraggio, dicevamo, appartiene alla categoria delle stupidità che destano solo scandalo e ferite. E come tale va censurato categoricamente.

Mai più oltraggi al Fila

E mai più il Fila e la memoria di chi ci giocava e il cuore dei tifosi dovranno subire oltraggi di siffatta sorte. E si termini il Filadelfia, una buona volta! Le aree a uso e consumo dei giocatori ma soprattutto il sacrosanto Museo del Toro! Basta! Ma Cairo dov’è? Cosa fa? Cosa dice? Non è lui, forse, il motore della Fondazione che gestisce l’area? E dov’era quando il suo consigliere Ferrauto diceva sì alla richiesta degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Torino di affittare il Fila «per qualche ora, per 3 mila euro complessive»? (ancora Asvisio). Sempre tutto bene per Cairo? Per i tifosi e per Tuttosport, ancora una volta no.

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