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Torino, quante incognite a 6 giorni dal via

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Buchi e ritardi nel mercato, guai Covid, infortuni, pochi test, brutti risultati e un allenatore nuovo a cui serve tempo

Torino, quante incognite a 6 giorni dal via
© LAPRESSE
 Andrea Pavan domenica 13 settembre 2020

TORINO - Che la palla sia rotonda, come argutamente sono soliti rammentare quelli che non amano sbilanciarsi in pronostici o anche solo previsioni, già si sa. Che il prossimo campionato - posto che non si precipiti nell’incubo di un nuovo lockdown e che dunque tra una settimana si torni a giocare regolarmente - possa rivelarsi foriero di sorprese, e di risultati anomali, è più una certezza che un’ipotesi. Che tante squadre siano ancora in fase di assemblaggio, più che di rodaggio, è sotto gli occhi di tutti, fisiologica conseguenza di una stagione finita tardissimo e obbligata a ricominciare in frettissima. Che il mercato di quest’estate sia per tutti un imbarazzante mix di attendismo e tirchieria, tra improponibili offerte al ribasso e altrettanto improbabili richieste esose per giocatori qualsiasi, è certificato dalle cronache che documentano la compravendita soprattutto di idee, sondaggi, intuizioni, scommesse. Ma che il Toro di Cairo riesca ancora una volta a farsi esempio unico e originale di precarietà, tale da meritare un discorso a parte, è una costante che ormai fa giurisprudenza. La squadra di Giampaolo è un cantiere talmente aperto che, fosse anche visibile, avrebbe davanti alle grate una fila di pensionati curiosi che lèvati. Un allenatore nuovo e diametralmente opposto alle concezioni di (non) gioco in cui il Toro - reduce, ricordiamolo, da una stagione penosa - si era incagliato con Mazzarri prima che Longo venisse a evitare il peggio. Tre acquisti pronti via ma che praticamente ancora non si sono potuti vedere all’opera, complici le assenze per le Nazionali (Rodriguez, Linetty) e gli infortuni (Vojvoda su tutti). Tre rinforzi come tre sono state, appena, le amichevoli disputate, prima che il Covid tornasse a sconvolgere i programmi di lavoro (ci mancava solo il positivo di ieri nella Primavera), neutralizzando di fatto il mini-ritiro riparatore di Biella.

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Allenamenti forzatamente a scartamento ridotto e due test - che avrebbero avuto grande importanza - annullati: quello contro i ragazzi di Cottafava, che già avevano sostituito in fretta e furia il Como dopo l’inopinata sconfitta con la Pro Vercelli, e soprattutto quello contro la Sampdoria che avrebbe dovuto tenersi ieri al Grande Torino e fornire finalmente qualche indicazione attendibile al cospetto di una pari grado, dopo la sconcertante sequenza di risultati contro rivali di Serie C (vittoria sul Novara, pareggio con la Pro Patria e appunto il flop per mano delle bianche casacche un tempo gloriose). Tantissime assenze, alibi in proporzione, ma pure zero certezze. Insomma, pochi riscontri e ben confusi, anche se dal versante societario ci si premura comprensibilmente di sottolineare la soddisfazione di Giampaolo per il lavoro fin qui svolto e per alcuni segnali positivi giunti da qualche giocatore. [...]

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Giampaolo Cairo

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