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Torino, ecco Gojak: più qualità per Giampaolo

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Il fantasista bosniaco è arrivato negli ultimi minuti del mercato al posto di Ramirez per aumentare il tasso tecnico

Torino, ecco Gojak: più qualità per Giampaolo
© EPA
venerdì 9 ottobre 2020

Di Marco Bonetto

TORINO - Il ragazzo ha la lingua sciolta come il suo piede destro: che va abbastanza dove vuole, nel senso migliore. L’equilibrio lo perdono gli avversari. Lo ammettiamo: non vediamo l’ora di vedere Amer Gojak andare via in dribbling alla sua maniera, salendo sopra al pallone con un piede, imprimendo al cuoio il movimento giusto con i tacchetti, disegnando una piroetta per aria e ritrovandosi in un nanosecondo con un prodigio sotto il braccio. Un cambio di direzione sorprendente, un pallone che scorre in un altro senso, un movimento rapidissimo che gli consente di ripartire lanciato. Applausi. E di solito ne frega due in un colpo solo, con quel giochino. Il pallone fantasma. E poi il sinistro: non il suo piede. Ma possiede ugualmente una bella castagna. Anche da fuori: una botta e via. Fa godere. Chiedere ai tifosi della Dinamo Zagabria.

Però gli arabeschi li disegna col destro: dribbling, lanci lunghi, cambi campo con scioltezza, tagli in profondità, intuizioni e assist a forma di coltellate. «Ho indossato la maglia della Dinamo per 6 anni. Con orgoglio e onore, è come se fossi nato a Zagabria». E non è poco per un bosniaco di Sarajevo parlare così della Croazia. «C’è molta felicità dentro di me, ma anche un po’ di tristezza. Ma tutta la vita è un cammino e anche questo è un passo che devo muovere sulla strada del successo. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso la mia vita la più bella del mondo in questi 6 anni»: 5 campionati vinti (compreso l’ultimo), 3 Coppe di Croazia e una Supercoppa nazionale, 161 presenze complessive e 16 gol.

E’ in Nazionale, ieri sera lo attendeva l’impegno contro l’Irlanda del Nord: nella sua Sarajevo. Nello stadio Grbavica, nell’omonimo quartiere in cui Gojak è cresciuto da bambino. Ha 23 anni. E’ di religione musulmana, come la famiglia. Giocava in un parco con il fratello Moamer. Suo nonno Edhem, con buoni trascorsi nel calcio ma da dilettante, lo spronava a crederci. Nell’estate del 2019 Gojak segnò il suo primo gol in Champions contro il Rosenborg, firmando la qualificazione ai gironi. Lo dedicò proprio al nonno, scomparso la sera prima. E’ arrivato al Toro in extremis perché il doriano Ramirez ha cambiato idea all’ultimo. Contratto depositato 3 minuti prima del gong [...]

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