Toro, la svolta nel derby con la Juve. Giampaolo spera di tornare

Il problema dei cambi ritardati quando il Toro va in crisi: un problema ricorrente

Toro, la svolta nel derby con la Juve. Giampaolo spera di tornare© Canoniero

TORINO - È sempre meglio avere le idee chiare sui tornanti da affrontare, dato lo strapiombo. Sabato, la Juve. Poi, una settimana dopo, l’Udinese in casa. Giovedì 17, la Roma a Roma. La domenica successiva, Torino-Bologna. Infine, per chiudere l’anno solare, il 23 la trasferta a Napoli. Di Cairo hanno già raccontato la rabbia e la delusione. Anche delle fibrillazioni di Vagnati è lecito sapere. Comprensibile: in modi diversi ci mettono tanto del proprio. Uno un pezzetto di patrimonio, l’altro un pezzone di autorevolezza professionale. Alla medesima maniera osservano la classifica: con gli occhi resi strabici dalle storture masochistiche del Toro. La graduatoria è già sufficientemente da angoscia: terz’ultimo posto a -2 dalla Fiorentina e a -3 dal Parma. E si potrà precipitare in fretta, ulteriormente, se sabato vincerà la Juve, se il giorno dopo il Parma batterà il Benevento e se lunedì la Fiorentina supererà il Genoa, penultimo (tutte ipotesi più che possibili: non siamo nella sfera del “se mia nonna avesse le ruote”). Scappateci voi, poi, dalla prigione. Fasciarsi già la testa, affrontare il derby con animo perdente e vedere soltanto nero sarebbe tanto sbagliato quanto controproducente. Ma le buone intenzioni da sole non bastano più. Dispiace doppiamente per Giampaolo: animato dalle migliori motivazioni, capace di griffare una prima impronta di gioco, seguito e stimato da (quasi) tutti i giocatori, generoso nel darsi sul lavoro, nonché tradito da un mercato incoerente e incompleto. E a casa con la bestia del Covid, da una decina di giorni: per fortuna tenuto a bada, ma ancora lì, fino a prova contraria. Cioè fino al primo tampone negativo.

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I cambi

Giampaolo ha già saltato l’Inter, l’Entella in Coppa e ora la Samp. Il prossimo controllo molecolare (per tutti) sarà domani. E poi sabato mattina. In caso di esito negativo, farà seguito una visita medica per l’idoneità sportiva agonistica. E poi anche il tecnico potrà tornare all’attività normale. In panchina contro la Juve, si spera. Anche per meglio gestire una problematica strana (vogliamo definirla così?). Ovvero il risicato e tardivo utilizzo dei cambi. Il Torino è una delle squadre che effettua meno sostituzioni: la spiegazione non risiede solo nel numero di giocatori out per infortunio o Covid. Sono proprio le tempistiche a far pensare. Per dire: Samp sotto di un gol, ma trasformata nell’intervallo, lunedì (4 cambi “secchi”). Subito arrembante nella ripresa, e modificata tatticamente. [...]

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