Toro, Giampaolo si gioca il futuro contro Mihajlovic

Sfida decisiva all’ultimo tecnico capace di accendere i tifosi granata, tra richiami al senso di appartenenza e liti nello spogliatoio che hanno coinvolto Belotti e Sirigu
Toro, Giampaolo si gioca il futuro contro Mihajlovic© Getty Images

Niente capita per caso. Tanto meno che sulla strada del Torino, in una partita campale per le sorti di Giampaolo, dei giocatori e quindi della societa? si presenti ora Sinisa Mihajlovic: attuale allenatore del Bologna, club nel quale è approdato dopo il licenziamento a opera di Cairo (e in seguito a una parentesi a Lisbona, fronte Sporting, pur senza mai guidare la squadra in una gara ufficiale). Dopo una serie di partite giocate bene almeno in parte e una sconfitta meritata, pesante ai fini della classifica e ancor più per come è maturata, con il Toro rimesso casualmente in corsa dall’Udinese e poi sconfitto dalla rete di Nestorovski  è arrivata la prova di Roma. Tatticamente ingiudicabile per l’assurda direzione di gara dell’arbitro Abisso, il quale ha totalmente condizionato il confronto prima attraverso un’insensata seconda ammonizione affibbiata a Singo, quindi sorvolando su un macroscopico fallo di Mancini ai danni di Belotti nell’avvio dell’azione del vantaggio giallorosso. Nonostante l’inferiorità numerica, e forse anche perché liberato dalla necessità di ottenere il risultato, sta di fatto che il Toro nel secondo tempo ha comunque reagito, segnando con il Gallo, colpendo una traversa con Edera e chiudendo con 16 tiri totali verso Pau Lopez a fronte dei 14 della Roma. Un segnale chiaro, della voglia di non consegnarsi a un destino che continuando di questo passo non potrà che condurre i granata in Serie B. Urge però una conferma, per capire se all’Olimpico la squadra sia stata trascinata dalla forza della disperazione, o se davvero il gruppo allenato da Giampaolo possieda quei valori morali in grado di esaltare le doti tecniche e atletiche del Torino.

Uno spessore che il tecnico pesa, tra i suoi giocatori. Basti tornare ai concetti espressi al termine della sfida di giovedì: «Il Toro è davanti a tutto, questo non va nemmeno sottolineato. Noi siamo di passaggio, ma il Torino resta. I personalismi rovinano il nostro cammino, e questo messaggio deve arrivare forte e chiaro, ai miei calciatori come al sottoscritto». Già, tanti sono i messaggi che devono arrivare chiari all’interno dello spogliatoio, in questo frangente. Uno spogliatoio all’interno del quale i granata non fanno eccezione rispetto ad altre realtà possono anche volare parole grosse. La voce girava da giorni, e ieri se n’è avuta conferma: nell’ambito della gara contro l’Udinese due leader come Belotti e Sirigu non se le sono mandate a dire, anzi, in un contesto di comprensibili confronti allargati anche ad altri compagni. Situazioni che possono capitare, ma che vanno ricomposte, onde evitare che il buco diventi crepa, e la crepa frattura insanabile. Non è semplice, la situazione, ma nemmeno compromessa. Però è arrivato il momento di mettere le carte in tavola: chi vuole andarsene esca allo scoperto e chieda espressamente la cessione, così da consentire a chi ci crede di risollevare le sorti della squadra. Altrimenti il conto sarà salato per tutti: dalla società che rischia la B, a Giampaolo che comunque è sotto stretta osservazione, ai giocatori che proseguendo tale stato di cose saranno deprezzati. Un deprezzamento che riguarderà il cartellino, ma pure il nuovo contratto che andranno a firmare. Detto che professionalità imporrebbe di dare tutto o farsi da parte al netto di ogni considerazione economica. Conta il Toro, appunto. Una realtà che va rispettata per la storia che incarna, per i tifosi che per i colori granata palpitano, e non ultimo per se stessi.

Curioso, ma non casuale, che il prossimo test utile a misurare quale sia la temperatura della situazione vada in scena contro Mihajlovic: allenatore spigoloso che in granata non aveva lasciato indifferenti. A parte dell’ambiente la sua interpretazione del ruolo, tattica e umana, non è piaciuta, ma per altri ha rappresentato una figura trascinante. Operando una sintesi Mihajlovic è stato colui che ha dato una impronta offensiva al Toro, ma pure un allenatore che ha perso a costo di attaccare. Nei confronti dialettici e invece stato un uomo che nulla ha scontato, ma che ugualmente nulla si è fatto scontare. Prendere o lasciare, come viene chiesto adesso ai giocatori granata. Chi ci crede resti, chi aspetta soltanto il giorno per andarsene, rompa gli indugi e tolga il disturbo.

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