Toro, che agonia: solo 0-0 con lo Spezia in dieci. Giampaolo, ora basta!

La squadra granata gioca al rallentatore, non sfrutta la superiorità per quasi tutto il match e non tira quasi mai in porta. Solo un palo nel finale di Ansaldi e un po' di confusione con Belotti al 94', ma è davvero troppo poco: 6 mesi senza vittoria in casa. Fanno di più i liguri. E lo spettro retrocessione è sempre lì

Toro, che agonia: solo 0-0 con lo Spezia in dieci. Giampaolo, ora basta!© LAPRESSE

TORINO - Quanto si vede al Grande Torino è la disgregazione del poco di buono che Giampaolo, a questo punto indirizzato verso un esonero che potrà arrivare in queste ore, in questi giorni, comunque prima della trasferta di Benevento di venerdì, era riuscito a costruire in precedenza. Un crollo fisico, tecnico, tattico e mentale ingigantito dal rosso a Vignali che dall’8’ costringe lo Spezia in dieci. I liguri, già penalizzati da una moltitudine di assenze, quella di Nzola su tutte, non devono nemmeno stringere i denti, per respingere gli attacchi dei granata. Semplicemente perché il Toro non riesce a impostare l’embrione di una mezza azione offensiva. Sbagliano tutti, con il pallone tra i piedi, da Bremer nella propria trequarti, a Segre a centrocampo, per arrivare a Verdi che (de)merita un capitolo a parte: si può anche giocare male, ma non al livello cui è sceso l’attaccante.

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PAUROSI - «Se qualcuno ha paura è meglio che cambi mestiere», dettava Giampaolo alla vigilia della gara. Ebbene il Toro è invece sceso in campo totalmente frenato dalla paura. Di cosa non si sa: allo stadio non c’era nemmeno il pubblico, che altrimenti avrebbe sommerso di fischi una squadra impresentabile. La prima frazione termina con i granata che non tirano mai in porta (anche il Belotti di ieri, ha negativamente stupito per totale mancanza di aderenza alla partita), mentre lo Spezia con tutte le sue defezioni e l’uomo in meno è riuscito prima a impensierire Sirigu con un tiro a lato di Pobega (12’), quindi a impegnare il portiere sardo in una doppia parata su Gyasi e Piccoli al 34’. In tale contesto si inserisce la strategia di Italiano, che dopo il rosso a Vignali ridisegna lo Spezia con il 4-3-2 che, in base alla posizione dell’ex granata Gyasi, diventa un 4-4-1 (un modulo reso possibile dalla sostituzione di Farias con Estevez). Per limitare il Toro, comunque, sarebbe andata bene qualsiasi soluzione.
 
NIENTE SCOSSA - Totalmente inutili i cambi scelti da Giampaolo, che a inizio ripresa inserisce Zaza e Lyanco al posto di Izzo e Buongiorno. Quindi a metà frazione entra Ansaldi per un inguardabile Murru. Tardiva l’entrata di Gojak, visto che prende il posto del peggiore in campo: Simone Verdi. Incredibile, per una squadra che ha un clamoroso bisogno di punti salvezza, l’andamento della ripresa: prima del palo di Ansaldi al 90’, e del seguente gol annullato a Gojak per un fallo non particolarmente evidente su Provedel, il Toro riesce nell’impresa di non combinare nulla. Anzi è lo Spezia, ad andare decisamente più vicino al vantaggio: al 20’ quando Marchizza calcia alto dal limite dell’area (assist di Pobega), e al 35’ quando Estevez indirizza centrale da ottima posizione. Da attendersi a questo punto la cacciata di Giampaolo: per la sua sostituzione i nomi sono innanzitutto quelli di Donadoni e Nicola, con Longo e Semplici quali alternative.
 

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