Belotti, un Gallo da 3,5 milioni: le cifre per il rinnovo col Torino

Con la crisi economica e il covid, trattenere il centravanti può costare meno del normale. Anche il Milan, che lo corteggia da anni, non offre più le cifre del passato

Belotti, un Gallo da 3,5 milioni: le cifre per il rinnovo col Torino© www.imagephotoagency.it

di Marco Bonetto

TORINO - Primo ipse dixit, 29 gennaio, Vagnati, dopo la partita contro la Fiorentina: "Il rinnovo di Belotti? Non è il momento di parlarne". Set: stadio del Torino. Secondo ipse dixit, 4 febbraio, Cairo, rispondendo ai cronisti a margine dell’assemblea di Lega di Serie A: "Il rinnovo di Belotti? È con noi dal 2015, quando lo acquistai dal Palermo. Abbiamo rinnovato il contratto già una volta. Da parte nostra c’è la volontà di prolungare e formulare proposte vantaggiose. Il rapporto è buonissimo. L’importante, però, è che anche lui sia convinto. Noi, comunque, faremo il nostro dal punto di vista economico". Set: Milano, all’uscita degli uffici della Lega. Si è compreso benissimo fin da subito: le due dichiarazioni sotto-cairote e pienamente-cairote certificano nei fatti almeno due verità, in una sola raggruppabile. Ovvero, in soldoni: con la salvezza pericolosamente in bilico e a fronte dei limiti strutturali, cronici, del Torino Fc, il signor Belotti Andrea di professione bomber, nato a Calcinate in provincia di Bergamo il 20 dicembre del 1993, segni particolari capitano del Toro, note da segnalare la sua ben celebrata generosità sul prato, non è che abbia tutta questa voglia preponderante, ammaliante e fantasmagorica di sedersi a un tavolo con Cairo, per poi prendere in mano una penna e alla fine della fiera domandare: “Dov’è esattamente che devo firmare?”.

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Eppure, siamo ancora qua. Cioè col contratto del Gallo in scadenza al 30 giugno 2022 (ingaggio a salire sopra i 2 milioni netti con i bonus, come da ultimo prolungamento stabilito a fine 2018). Qui, senza metterci certo a soppesare le ragioni delle remore e degli attendismi del Gallo (in buona parte malinconicamente comprensibili, d’altra parte), ci preme sottolineare un altro concetto. In parole povere: per via della crescente crisi economica generale, degli effetti nefasti del Covid pure nel calcio-business e della ben grama situazione finanziaria anche di numerosi club medio-grandi in Italia come in Europa, oggi Belotti (come il 99% dei giocatori) non potrebbe più aspirare a incassare le cifre che potevano essere considerate “normali” anche solo un paio di anni fa. Abbassare o almeno contenere il monte-ingaggi è obiettivo globalizzato dei club, eccezioni a parte. Lo stesso Milan, che vanta un fatturato enormemente più alto di quello granata e che da anni sta corteggiando il Gallo, non offrirebbe più all’attaccante del Torino quanto poteva pianificare 2 o 3 anni fa.

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