Torino-Lazio: Mandragora e forse la fisicità di Pobega per un tris storico

Il Toro non vince 3 partite di fila dal marzo 2019: poi fu 7° e andò in Europa. Mediana alta anche di statura per i corazzieri laziali
Torino-Lazio: Mandragora e forse la fisicità di Pobega per un tris storico

TORINO - Al di là della tipica refrattarietà dei tifosi granata per le statistiche benauguranti, in onore della quale molti che leggono subito si porteranno le mani in zone strategiche, fa davvero effetto ritrovarsi dopo tanto tempo a elaborare numeri non deprimenti in relazione al Toro. Un effetto bello. Confortante. Il fascino del vintage, quel vecchio stile che seduce sempre. (...) Sul campo, si sono cominciati a vedere i buoni propositi; al mercato invernale, a fronte di una classifica incoraggiante, sarà lecito attendersi qualche altro segnale di rinnovate ambizioni, per completare il buon lavoro iniziato negli ultimi due giorni di quello estivo.

Torino-Lazio, la probabile formazione di Juric
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Torino-Lazio, la probabile formazione di Juric

La tattica di Juric per la Lazio

Quando Juric ieri ha dato all’organico attuale un livello 5 - potenzialmente e auspicabilmente in grado di salire a 8 - intendeva un po’ anche quello. Oltre, ovvio, alle sue intenzioni di migliorare ancor più quanto di brillante e a tratti entusiasmante fatto ammirare sul piano della manovra e dell’intensità contro il Sassuolo. In tale ottica, è plausibile contro la Lazio il varo di una mediana inedita, con Pobega affiancato al rientrante Mandragora. I due sono stati provati in coppia più volte al Fila, quando gli altri centrocampisti erano in giro per il mondo con le nazionali, e già lì il tecnico croato s’era convinto che insieme possano funzionare. Ora lo ribadisce: «Abbiamo tanti giocatori in mezzo, forse pure troppi. Possiamo variare molto. Pobega con Mandragora? Possono coesistere e giocare entrambi, come nessuno dei due». Fatta la tara della pretattica, si tratta di un’ammissione che induce a ipotizzare appunto questa variazione in vista dello scontro con un centrocampo di corazzieri come quello laziale, tutta gente robusta e alta minimo 1,80. Mandragora è 1,83; Pobega si eleva a 1,88. Al Toro oggi - già privo della tecnica e dell’intelligenza di Praet, oltre che probabilmente dell’incisività di Pjaca - serviranno ancora più qualità e soprattutto fisicità rispetto a Reggio Emilia. Se davvero si vogliono riscrivere le statistiche, chiaro.

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